“Vecchioni, Vecchioni…
già il nome che hai avuto in sorte,
Vecchioni… ma non ti dice niente?
E continui a rubarmi giorno dopo giorno anno dopo anno…
e io a concederteli questi anni e sai perché?
Ogni anno che passa, mi piace vedere la tua faccia
da viaggiatore di commercio che ha scoperto
al casello che c’è lo sciopero e non si paga
e fa la faccia seria ma dentro… ride”

C’era qualcosa di vagamente profetico nei versi di Blumun (1993), anche se, a dire il vero, più passano, questi benedetti anni, più si ha l’impressione che Roberto Vecchioni, ex cantautore ormai viaggiatore di commercio a tempo  pieno, non abbia più nemmeno il pudore di fare la faccia seria mentre, dentro, ride di fronte all’ennesimo insensato contratto strappato alle amministrazioni locali izquierdiste smaniose, chissà perché, di legare la propria immagine a quella dell’anziano professore.

Prima il Forum delle culture di Napoli: “Lo faccio per amore”, disse, annunciando di averne accettato la presidenza, salvo poi farsi “beccare” dai giornalisti con un contratto da 220 mila euro, il triplo rispetto a quello del suo predecessore, e poi rinunciare al compenso.

Ora  Vecchioni ci riprova con Vendola e la Puglia. E finisce, ahilui,  su alcune stravaganti brochure regionali, come testimonial della “Terra di racconti” insieme a Forattini.  Ora, senza stare a farla troppo lunga – anche in considerazione del fatto che ciascuno della propria immagine, della propria arte e della propria dignità fa quello che vuole – c’è qualcuno che sa spiegare cosa spinga un anziano signore che un giorno, da giovane, scrisse L’uomo che si gioca il cielo a dadi e Velasquez, per dirne due, ad andare in giro per l’Italia a raccattare contratti e a farsi prendere in giro dai suoi ex fan? E cosa spinga Vendola a scegliere testimonial come Vecchioni e Forattini, quando avrebbe decine di uomini e donne pugliesi da spendere per l’immagine della Regione?

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