Alla vigilia dell’incontro tra il segretario generale della Cgil Susanna Camusso e il primo ministro Mario Monti i licenziati dei servizi notte hanno scritto e inviato una lettera aperta. Questo è il testo:

Siamo i lavoratori licenziati dei Treni notte e, come ben sa, da oltre due mesi siamo su di una torre della Stazione centrale di Milano a 40 metri d’altezza per difendere il nostro posto di lavoro e per chiedere il ripristino di un bene comune che a appartiene a tutte le persone che vivono e lavorano in questo Paese, il servizio universale dei treni notte. Domani mercoledì 15 febbraio, incontrerà il nostro presidente del Consiglio Mario Monti per discutere la riforma del mercato del lavoro.

Noi crediamo che questa riforma debba partire dalla difesa dei diritti di lavoratrici e lavoratori e dalla salvaguardia dei beni comuni, uniche condizioni per cui questo Paese possa riprendere il suo sviluppo.

Per questo le chiediamo di porre sul tavolo la questione del diritto alla mobilità e della difesa dei posti di lavoro che questa crisi sta mettendo a rischio.

Un Paese civile non dovrebbe permettere che dei lavoratori mettano a rischio la propria vita e sacrifichino le loro relazioni familiari per difendere i propri diritti.

L’apertura di un tavolo nazionale per il ripristino dei treni notte è una condizione minima per sbloccare questa situazione.

Coscienti della difficoltà del momento, siamo determinati a proseguire la nostra lotta fino al raggiungimento di questo obiettivo che riteniamo importante per tutti.

In attesa di un vostro riscontro, continuiamo a guardarvi dalla nostra torre.

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