Nell’ordinanza a sua firma il Gip di Napoli Antonella Terzi lo definisce “un eroe”. Per mesi Filippo Nocerino, imprenditore edile di Ercolano, ha filmato attraverso una telecamerina nascosta nell’orologio i camorristi che pretendevano una tangente sulle sue attività. E ha denunciato i soprusi subiti, per la seconda volta in pochi anni. Già qualche anno fa, Nocerino fece arrestare e condannare un boss. Grazie al coraggio di questo costruttore, qualche settimana fa si è compiuta l’operazione ‘Vento’, condotta dal pm della Dda Vincenzo D’Onofrio e dai carabinieri della Compagnia di Torre del Greco e della Tenenza di Cercola. Ben 28 arresti e un sequestro di beni per un valore di circa 5 milioni di euro, che hanno colpito cinque clan camorristici del napoletano. Allegati agli atti dell’inchiesta, anche il file video di cui il nostro sito vi mostra in esclusiva un brano. Le immagini sono confuse, ma l’audio è chiaro. E’ il 20 ottobre 2011. Nella zona di piazza Carlo III a Napoli, l’imprenditore si è aggiudicato la ristrutturazione della facciata di un’ala dell’ex Albergo dei Poveri. E’ un appalto pubblico di circa 450mila euro. Il clan pretende una tangente di 22mila euro. Gli intermediari della camorra, come si ascolta nitidamente, sul punto sono implacabili. Dicono di ‘avere il capitolato’, dunque sanno l’importo dell’appalto e non ammettono sconti, vogliono la cifra che hanno ‘chiuso’, un pizzo da 22mila euro. L’imprenditore si oppone, dice “non è possibile, comme se fa?”. E i camorristi: “Non ce ne fotte niente”  di Vincenzo Iurillo

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