La bambina ha 6 anni, viene travolta da una donna che le spezza il femore destro. Siamo a Madonna di Campiglio, debutto della stagione 2012, in fondo alla pista da sci, dove il regolamento impone di rallentare. Le urla della bambina paralizzano per alcuni minuti il circo della neve. L’intervento dei Carabinieri, poi l’elisoccorso, che trasporta in 8 minuti la bambina all’ospedale di Trento. L’accoglie l’eccellente reparto di Ortopedia Pediatrica, indotto da 1.500 interventi l’anno. Chirurgia d’urgenza, la frattura è obliqua, sfiora l’arteria femorale. La madre continua a ripetere come un mantra “Ho ancora la mia bambina… ce l’ho ancora… è qui con me… è andata bene…”.
6 anni, un femore rotto, trenta giorni di gesso completamente stesa. Ma è viva. Il padre della piccola mi spiega che il punto dell’incidente è preceduto da mille cartelli che dovrebbero suggerire il rispetto delle regole ma “Nessuno li legge” aggiunge. E la pirata della neve? Schedata sul posto, assicurata… ma a Mosca: quando farà le valige dall’hotel 5 stelle hai da sperare che sia onesta, almeno più di una compagnia assicurativa. Da un po’ di tempo sono i nuovi ricchi russi che ‘comandano’, di loro si dice il peggio, ma gli è consentito il meglio. “Da quando ci sono loro” mi dice un residente “Sono nati molti negozi di abbigliamento, roba che nessun italiano si sognerebbe di comprare. I Russi sì e senza freni”. Buona parte dell’economia locale gira attorno alle tasche facoltose dell’est. “Quindi è colpa loro se si ubriacano e scendono come pazzi dalle piste?” domando ancora “No, di chi glielo lascia fare. Però portano fiumi di denaro” sorride allontanandosi.
“Quando fai lo skypass” continua il padre della bambina “ti chiedono se vuoi fare l’assicurazione, è facoltativa, costa 2 euro 50, se pensi che lo skypass giornaliero ne costa 40…”.
Cos’è un reparto di ortopedia pediatrica? E’ una fortuna, specie quando a pochi chilometri succede quanto accaduto alla piccola investita. Ma la riflessione non deve fermarsi qui: 1.500 interventi l’anno sono 4 al giorno, concentrati in una stagione turistica di soli 4 mesi sono più di 10. Quanto pesa sulla collettività? Perché invece di prevenire tutti questi incidenti si sono costruite strutture per accogliere i danni e non per impedirli? Perché un’assicurazione da meno di 3 euro non deve essere obbligatoria? Perché esiste un codice stradale della neve, sulle piste da sci, ma non impedisce una quantità tale di incidenti? E fin qui s’è parlato di soldi. Le risposte arrivano indirettamente da una nota agenzia immobiliare di Pinzolo, mi ha affittato una mansarda, nonostante avessi segnalato che avevo due figli di 3 e 4 anni, con il davanzale delle finestre talmente basso da risultare con evidenza fuori norma. “Eh… “ mi dice la titolare “se dovessi guardare quelle cose lì non potrei affittare l’80% dei miei appartamenti”. La slavina di denaro che arriva dai turisti vale molto più delle estreme conseguenze. Invece di arginare i rischi si lasciano esondare le conseguenze. Il giro di soldi è troppo grosso, vale la pena correre il rischio che qualcuno possa anche morire, tanto c’è l’assicurazione che risponde e una frattura a 6 anni cosa vuoi che sia, a quell’età si rimettono alla grande e alla svelta. Ma un’arteria femorale, se recisa, non fa sconti a nessuno.
La stagione è appena cominciata, dasvidania!

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