Volevo scrivere un post sulle compensazioni ambientali alle grandi opere e, navigando navigando, guarda un po’ dove sono finito, Infrastrutture.org, sito legato alla Regione Lombardia, che nella sua home page così recita: “Siamo un ‘Progetto Speciale’ della Fondazione Europa Civiltà, la cui specificità è il sostegno a iniziative culturali tese alla diffusione degli ideali di libertà, alla luce delle radici cristiane dell’Europa, con particolare riferimento all’applicazione concreta dei principi della sussidiarietà, del federalismo, della cooperazione, della solidarietà, tradotti nei temi riconosciuti centrali per lo sviluppo economico della Lombardia quali le infrastrutture, la sanità, le risorse energetiche e la sicurezza. All’interno di questa prospettiva Infrastrutture.org vuole informare e rendere partecipi e operativi coloro che rischiano di vivere in maniera subalterna la rivoluzione infrastrutturale che sta trasformando la Lombardia, con l’ambizione di rimuovere ogni genere di pregiudizio, favorevole o contrario e, quindi, di non ammalarsi della ormai diffusa sindrome Nimby sintomatica di sterilità e immobilismo.”

Cerchiamo di capire: questa Infrastrutture.org, in coerenza con le radici cristiane s’intende, e applicando i principi di solidarietà, cooperazione e quant’altro, ha il compito di convincere coloro che stanno per subire una grande opera pubblica che è male essere contrari, ammalarsi della sindrome di Nimby, ma che devono anzi essere partecipi e operativi.

Devo dire che nel campo delle opere pubbliche di cose divertenti ne ho lette tante, ma questa credo che come comicità involontaria sia il massimo.

Praticamente il sito si propone di convincere colui a cui viene espropriato un terreno o abbattuta una cascina, o chi semplicemente è costretto a vivere d’ora in poi con le auto che gli sfrecciano dietro la testata del letto, che questo è un bene, e che anzi, cristianamente, lui dovrebbe anche collaborare.

Forse ci sarete già arrivati anche voi, ma comunque lo aggiungo: questa Fondazione Europa Civiltà è legata a Roberto Formigoni, che ne è presidente onorario, e infatti il tono del messaggio sulle infrastrutture puzza lontano un miglio di Comunione e Liberazione (quella che un tempo Gong, un bel settimanale di sinistra, definiva “Comunione tanta, Liberazione poca”). Lo sviluppo in termini cristiani. Chissà se Cristo da lassù è d’accordo?

Ma la pagina di Infrastrutture.org è splendida, si fa per dire, anche sotto due altri punti di vista. Il primo per via del colore. Che colore può avere un sito che parla di grandi opere? Grigio? Eh no, verde, cari miei, verde, come sono gli alberi che verranno piantumati secondo il sito come compensazione ambientale per la realizzazione della Brebemi, l’autostrada che, collegando Brescia con Bergamo e poi con Milano, solo nella Bassa Bergamasca, si divorerà (cristianamente, s’intende) qualcosa come tre milioni di metri quadrati di terreno agricolo: “La Brebemi sarà l’autostrada con la più grande piantumazione negli ultimi cinquant’anni”, afferma trionfante il sito cristiano. Il secondo per via della fotografia: sulla destra campeggiano due ragazzi sorridenti in bicicletta. Cosa di più indicato per accompagnare delle pagine internet che parlano di autostrade se non due ragazzi in bicicletta che non ci possono andare?

Non puzza tanto tutto questo di ipocrisia? Cristiana, ben inteso!

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