Tremonti assente? “Un’altra domanda…”. Risponde così il presidente del Consiglio a chi gli chiede della pesante assenza del ministro dell’Economia dall’aula di Montecitorio, dove la maggioranza ha respinto la richiesta di arresto per l’ex braccio destro proprio di Tremonti, Marco Milanese.

Se il premier glissa, la maggioranza attacca il suo ministro. Insomma, Milanese salvo, Tremonti sempre meno. Tra quanti parlano di assenza “immorale”, c’è chi spara ad alzo zero. Come Daniela Santanchè: E’ “umanamente vergognoso che il ministro Tremonti oggi non fosse in aula”. Il sottosegretario all’Attuazione del programma rende pubblico il malumore di tutto il Pdl: “Nella vita come in politica  – scandisce – bisogna essere uniti nella buona e nella cattiva sorte. Noi ci abbiamo messo la faccia in nome del garantismo e in difesa delle prerogative del Parlamento, ma non abbiamo visto la faccia di Tremonti: è ingiustificabile” chiosa il sottosegretario. Ci va giù duro anche Amedeo Laboccetta: “Non mi è piaciuto” dice secco.

Mentre il ministro è assente, formalmente in missione al Fondo monetario internazionale, Berlusconi ne approfitta anche per fare il punto sulla salute del governo e sul suo destino. A cominciare dallo scandalo escort, che il premier liquida a suo modo. E così quel “me ne sono fatte otto” diventa uno “scherzo”, mentre il dialogo con Marysthell Polanco (“faccio il premier a tempo perso”) diventa la battuta di un buontempone: “Ma se lavoro tutto il giorno e dormo solo 3-4 ore – dice ai suoi interlocutori – vi può sembrare vero che lo faccio a tempo perso? Purtroppo però – dice preparando la stoccata – poi chi legge sui giornali queste cose ci crede e veniamo screditati anche all’estero come Paese”. Per poi partire con l’affondo: è un danno che non può più ripetersi, bloccheremo le intercettazioni. Del resto, dice il premier, “il governo va avanti, al meglio”.

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