Cultura

Ariano Folkfestival
World music e integrazione

Nome più importante in cartellone, quello del siriano Omar Souleyman, tra i più acclamati del panorama electro-indie-world. L'evento, tra i più importanti progetti etno-culturali del Sud Italia, si svolge in una location suggestiva, tra le colline di Campania e Puglia

di Eugenia Romanelli

Ha preso il via, e continuerà fino a domenica, sull’Appennino campano l’Ariano Folkfestival 2011. Il progetto etno-culturale, tra i più importanti del Sud Italia (con 5 giorni di world music internazionale accompagnata da cinema, poesia, teatro, arte e enogastronomia) è giunto alla sua sedicesima edizione. La località ospitante, Ariano, esattamente tra Campania e Puglia, a 817 metri di altitudine tra le colline dell’Irpinia, è una location molto suggestiva che nel 2010 ha raggiunto le 50 mila presenze.

Quest’anno non torneranno Goran Bregovic e Tony Allen, come nel 2010, ma gli artisti della scena world mondiale non mancheranno: attesissimo tra tutti il siriano Omar Souleyman, tra i più acclamati del panorama electro-indie-world (mischia gli stili tradizionali arabi con beat dance e sintetizzatori), recentemente ospite anche del mitico Sonar di Barcellona e al Glastonbury Festival e collaboratore con Bjork all’ultimo disco dell’artista islandese, Biophilia. Ma ci saranno anche gli Africa Unite, la più importante reggae band italiana, l’orchestra serba di Boban e Marko Markovic (ha vinto premi in tutta Europa e ha contribuito alla colonna sonora di 2 film di Kusturica), i brasiliani Forro in The Dark, partner dei Gogol Bordello, Riva Starr (Stefano Mieli), asso del clubbing internazionale grazie alla sua house music contaminata, e i francesi Chinese Man, per la prima volta in Italia dopo aver spopolato nei festival europei.

Attenzione anche alle avanguardie con rappresentanti da Francia, Spagna, Serbia, Siria, Italia, Brasile, Germania e Argentina per una line-up musicale molto competitiva. Del resto, in meno di 10 anni, l’Ariano Folkfestival ha ospitato i maggiori esponenti del genere, folk, gypsy, jazz manouche, reggae e dub di tutto il mondo, diventando un punto di riferimento nei paesi europei e del Mediterraneo. E non solo, perché, oltre alle esibizioni live, il festival prevede 8 aree – Spazio Poesia, Corazone, Spazio Yoga, Cinezone, Africamente, Aperitivo, Scacco al Folk, Folkintour – per fare esperienza creativa su tutti i livelli dell’espressività. “Il festival – dichiarano con fierezza gli organizzatori – da sempre si pone come un evento culturale indipendente e vive grazie alla collaborazione di numerosi volontari, del sostegno di enti pubblici e di vari imprenditori locali che contribuiscono spontaneamente alla manifestazione”. Per i curiosi: www.arianofolkfestival.it

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