La sera di domenica 17 luglio, Augusto Minzolini ha firmato uno straordinario editoriale. Approfittando di un’intervista di Libero Patrizia D’Addario, dove ha rivelato, straziata, di essere “stata costretta a raccontare” dei bunga bunga “per danneggiare il premier”, Minzolini ha detto con soddisfazione: avete visto che avevo ragione a non dare le notizie, a non occuparmi di questo gossip? Non solo. Ha aggiunto, tutto pimpante: hanno attaccato me e il Tg1 per questo, mentre – avete visto? – hanno sbagliato tutti gli altri giornalisti.

A parte il fatto che quel gossip – visto che Mora, Fede e la Minetti sono imputati di induzione e sfruttamento della prostituzione (che non è un’imputazione edificante) – non è affatto un gossip, rimane il fatto che il processo Ruby Rubacuori che attende Berlusconi non si basa affatto su “rivelazioni” di Patrizia D’Addario, ma su una montagna di testimonianze, documenti, intercettazioni, riscontri, prove documentali, assegni girati alle “ragazze” dal ragioniere Spinelli, il contabile dei piaceri del Caimano. Né Patrizia D’Addario sapeva nulla della “concussione”, cioè delle telefonate agitate di Berlusconi alla Questura di Milano per consegnare Ruby a Nicole Minetti.

Caro Minzo, la D’Addario era solo una delle tante escort buttate in braccio al “premier”, in questo caso dal faccendiere Giampi Tarantini, le cui testimonianze sono da tempo depositate. Insomma, come la si rigiri, la tesi “non ho dato le notizie perché erano gossip” non sta in piedi nemmeno con le canadesi.

Minzo si crogiola anche nello “scandalo” delle intercettazioni di Murdoch. Avete visto babbei – sembrava dire domenica sera  – cosa sono le intercettazioni e i danni che possono fare? Ci sono alcune differenze, che Minzo ha sottaciuto per comodità: in Gran Bretagna erano intercettazioni illegali messe in piedi da giornalisti senza scrupoli, con l’aiuto di una polizia corrotta e per dare, già che c’erano, qualche aiutino a politici conservatori. Come se Minzolini stesso o Belpietro o Sallusti intercettassero abusivamente Parolisi, zio Michele, zia Serrano, dopo aver corrotto Manganelli e altri capi della polizia e anche per fare qualche favore a Berlusconi e Alfano, scoperchiando le vite segrete di Bersani, D’Alema, Simona Ventura, Vendola, Paolo Conti, Gerry Scotti, Di Pietro e – già che ci siamo – Capezzone e il Trota. Cosa c’entra tutto questo con le intercettazioni autorizzate da magistrati in presenza di notizie di reato e a fini di indagine? Niente, Minzo, non c’entrano niente. Ma anche tu, cosa c’ entri con la direzione di un telegiornale?

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