18.52 – Alitalia: “Collegamenti col Giappone pienamente operativi”

“Alitalia sta operando integralmente i collegamenti con il Giappone. Le 18 frequenze settimanali da Roma e da Milano restano al momento concentrate sull’aeroporto di Osaka”, si legge in una nota aggiornata della compagnia che aggiunge: “La capacità dei voli Alitalia è adeguata alla domanda e vi sono posti disponibili per il rientro dal Giappone. I passeggeri che non sono in possesso di prenotazione possono usufruire delle tariffe speciali agevolate introdotte da Alitalia per facilitare i rientri, acquistabili in aeroporto sia per la classe economy sia per la classe business. A tutti i passeggeri in  possesso di prenotazione confermata, effettuata prima dell’11 marzo, e di biglietto emesso sui voli da e per il Giappone fino al 31 maggio è consentito il cambio di prenotazione o di itinerario, senza penale, per voli entro il 31 maggio. In caso non sia presente la stessa tariffa di prenotazione per lo stesso o per un diverso itinerario, sarà necessario pagare la differenza con la classe tariffaria immediatamente superiore. E’ consentito il rimborso integrale dei biglietti acquistati prima dell’11 marzo per voli da/per Tokyo e Osaka fino al 24 marzo”.

18.12 – Aiea: “Qualche miglioramento ma la situazione resta molto grave”

Secondo l’Aiea, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, un certo miglioramento nelle condizioni della centrale nucleare giapponese di Fukushima 1 si è registrato, anche se è ben lontano dal poter indurre all’ottimismo: “Nel corso delle ultime 24 ore qualche sviluppo positivo c’è stato”, ha affermato infatti un portavoce dell’agenzia Onu di controllo, Graham Andrew, “ma nel complesso la situazione rimane molto grave”. Andrew ha aggiunto che nei dintorni dell’impianto tracce di iodio radioattivo sono state rilevante in piante cresciute di recente; tuttavia nelle principali città nipponiche i livelli di radioattività non sono aumentati, e rimangono al di sotto dei valori pericolosi per la salute.

18.08 – Greenpeace: “Evacuare le zone intorno a Fukushima”

Greenpeace, insieme con il gruppo giapponese Citizens Nuclear Information Centre (Cnic), chiede un avanzato piano d’evacuazione e ogni misura di protezione possibile per le persone ancora all’interno della zona di esclusione di 30 chilometri, così come per le donne incinte e i bambini nelle aree contaminate anche oltre i 30 chilometri. “E’ chiaro che le autorità giapponesi non sono in grado di tutelare adeguatamente la salute pubblica – afferma Jan Beranek, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace International -. Nonostante le rassicurazioni che ci sarebbero pochi rischi per la popolazione, abbiamo visto un’evacuazione estesa e una crescente contaminazione radioattiva nella catena alimentare. Purtroppo le autorità giapponesi non stanno agendo come la situazione richiederebbe, mettendo in primo piano la tutela della salute pubblica. Adesso c’è bisogno che il governo comunichi tempestivamente alla gente le migliori misure per proteggersi dalle radiazioni e che metta in atto un piano di emergenza”.

16.51 – Gli Usa valutano chiusura della centrale di Indian Point

Alla luce della crisi nucleare in Giappone l’amministrazione degli Stati Uniti potrebbe sospendere il funzionamento della centrale atomica di Indian Point, distante appena una sessantina di chilometri da New York City. A renderlo noto è il ministro dell’Energia Steven Chu, che intervenendo al programma ‘Fox News Sunday’ ha spiegato che “valuteremo se questo reattore debba o meno restare in funzione”. “Certamente i siti dei nostri reattori, anche di quelli già in funzione, saranno diversi da quelli in cui li avremmo installati in passato”, ha dichiarato Chu, sottolineando però come un’eventuale decisione sull’impianto di Indian Point, situato nello stato di New York a 64 chilometri a nord dalla Grande Mela, spetterebbe alla Commissione regolatrice dell’energia nucleare. “La Commissione se ne occuperà e sono certo che lo farà basandosi sugli eventi”, ha aggiunto il ministro, secondo cui l’impianto in questione, di proprietà della Entergy Corp, ha comunque un elevato grado di sicurezza.

15.19 – Oltre 21 mila tra morti e dispersi

Continua ad aggravarsi il bilancio ufficiale del terremoto dell’11 marzo scorso nel Giappone nord-orientale, e del conseguente ‘tsunami’: secondo fonti della Polizia Nazionale nipponica, infatti, il numero dei morti accertati è salito ad almeno 8.450 e quello dei dispersi a 12.931. Come sempre, si tratta tuttavia di cifre sottostimate, giacché nella sola prefettura di Miyagi, una delle più colpite dai due cataclismi, le persone uccise sarebbero circa quindicimila. Gli sfollati ammontano a 360.000.

15.02 – Il primo ministro Kahn visiterà domani le zone colpite

Il primo ministro giapponese, Naoto Kan, visiterà domani le aree colpite dal sisma e dallo tsunami e quelle nei pressi della centrale nucleare di Fukushima.

14.42 – Alta radioattività negli spinaci a Tochigi

Nella prefettura di Tochigi sono stati rilevati quantitativi di spinaci con una presenza molto alta di radioattività. Lo riferisce l’agenzia Kyodo.

14.31 – Governo giapponese: A Fukushima ci sono dei miglioramenti

La situazione presso la centrale nucleare di Fukushima “mostra qualche miglioramento”, anche se la situazione resta incerta. Lo ha detto Tetsuro Fukuyama, vice capo di gabinetto del governo giapponese, nel corso di una conferenza stampa serale. Le incertezze sono relative ai reattori n.3 e n.4 che potrebbero necessitare di diversi giorni ulteriori di lavoro prima del ripristino dell’elettricità.
Se i reattori n.5 e n.6 della centrale sono in fase di “stabile arresto” dopo l’avvio del sistema di raffreddamento, la Tepco, il gestore della struttura, è riuscita a ricollegare l’elettricità anche ai reattori n.1 e n.2.

13.03 – Reattori 5 e 6 della centrale in fase di arresto completo

I reattori n. 5 e 6 della centrale nucleare di Fukushima sono in fase di “stabile arresto”. Secondo l’agenzia di stampa Kyodo i due reattori, “sotto stress” per sisma e tsunami dell’11 marzo, anche se meno degli altri 4 che completano la centrale, “sono andati in arresto a freddo” dopo l’avvio del sistema di raffreddamento.

11.12 – Estratte vive 2 persone a 9 giorni dal sisma

Due superstiti, un sedicenne e la nonna di 80 anni, sono stati estratti dalle macerie di una casa nel nord-est del Giappone, nove giorni dopo il terremoto. Lo ha reso noto un portavoce della polizia di Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi. I due sono stati subito trasferiti in elicottero in ospedale. La loro temperatura corporea era molto bassa ma erano entrambi coscienti, anche se il ragazzo aveva perso sensibilità a una gamba. I due si trovavano in cucina al momento del terremoto. La casa è crollata ma il ragazzo è riuscito a raggiungere il frigorifero e questo ha permesso loro di sopravvivere nutrendosi di yogurt e altri alimenti.

10.01 – Più di 20mila i morti e i dispersi

Ha superato quota 20mila il numero dei morti e dei dispersi nel terremoto e nello tsunami che l’11 marzo hanno devastato il Giappone. La polizia ha aggiornato il bilancio ufficiale a 8.133 morti e 12.272 dispersi. E’ probabile che i numeri finali siano ancora più alti, perche’ nella sola prefettura di Miyagi sono state stimate più di 15.000 vittime. Il sisma di magnitudo 9 è stato il più potente mai registrato in Giappone anche se il numero delle vittime resta ben lontano da quello del terremoto del 1923 nella regione del Kanto, quella di Tokyo, che fece 142.000 morti.

9.25 – Tracce di radioattività su fave a Taiwan

Tracce di radioattività sono state rilevate per la prima volta a Taiwan su delle fave importate dal Giappone. Lo dicono le autorità di Taipei.

INDIETRO

Fukushima, radiazioni elevate da nucleo 3 Sarkozy: “Chiuderemo le centrali non sicure”

AVANTI
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

La Palestina è fuori moda

prev
Articolo Successivo

La rivolta dei “pacifisti” berlusconiani

next