Biografia
Sono nato (ahimè) nel lontano 1947 in quel di Genova, dove ho fatto ritorno da un quinquennio dopo un lungo peregrinare, alla ricerca di radici che, con il passare degli anni, sono diventate sempre più importanti. Scoprendomi d’un tratto d’accordo con Simone Weil: "Il problema delle radici è che non te le puoi portare appresso". Borghese senza classe di appartenenza, liberale senza partito di riferimento, disperdo da sempre carte variegate su riviste e fogli della clandestinità.
Ogni tanto le raccolgo in libretti che qualche amico legge e – magari, proprio perché mi è amico – riesce pure a trovare di un qualche interesse (Lettere da Sant’Olcese, Politica e Organizzazione, La politica dopo la politica, Italia disorganizzata, La Quarta via una Sinistra vera dopo la catastrofe, Fenomenologia di Berlusconi, Liberista sarà lei! e, buon ultimo, Fenomenologia di Antonio Di Pietro).
Da qualche tempo sono uscito dal cono d’ombra scrivendo su testate “ufficiali”: Il Fatto Quotidiano, MicroMega, Critica Liberale… Ho vagabondato tra consulenza e insegnamento (attualmente sono docente di Politiche globali nella Facoltà di Scienza della formazione di Genova), sempre cercando di “vendere” le tecnologie relazionali e strategiche apprese dalla politica. Prima nella sinistra del Pli malagodiano, poi nel Pri e - in seguito ancora - nelle rappresentanze di categoria (ho fatto pure il piccolo imprenditore). Esperienze che presto mi hanno fatto maturare un giudizio critico, ormai moneta corrente: la politica quale l’abbiamo conosciuta è in profonda crisi. Eppure, senza di essa, siamo tutti spaventosamente disarmati. Da qui l’impegno nel dare un modesto contributo alla sua rifondazione, utilizzando gli altrettanto modesti mezzi a mia disposizione: qualche paradigma verificato sul campo e una certa praticaccia con la parola (scritta e orale).