È un inizio estate rovente per Papa Francesco. C’è il caso di Libero Milone, primo revisore generale dei conti vaticani, costretto a presentare le dimissioni con tre anni di anticipo rispetto alla scadenza dell’incarico. Il motivo sarebbe dettato dall’esito di un’indagine interna nella quale, raccontano in Vaticano, sarebbe incappato proprio il “controllore dei controllori”.

Così come a dir poco increscioso, per usare un eufemismo, è l’altro incidente in cui suo malgrado è finito Bergoglio. Tra i cinque nuovi porporati, tutti elettori in un eventuale conclave, ai quali Francesco ha scelto di imporre la berretta rossa nel concistoro del 28 giugno prossimo c’è anche l’arcivescovo di Bamako, Jean ZerboUn’inchiesta di Le Monde ha fatto emergere l’esistenza nella banca svizzera HSBC Private Bank a Ginevra di fondi per 12 milioni di euro suddivisi in vari conti correnti i cui codici di accesso sono nelle mani dell’ormai prossimo cardinale Zerbo. Travolto dallo scandalo, a 48 ore dal concistoro l’arcidiocesi di Bamako ha fatto sapere che il presule non sarà presente alla celebrazione in San Pietro per “ragioni di salute”. Una notizia poi clamorosamente smentita dal Vaticano che invece ha comunicato che Zerbo è già a Roma da qualche giorno, sta bene e sarà regolarmente presente al concistoro.

In questi giorni Francesco è chiamato anche a risolvere rapidamente la vicenda portata alla luce dal Messaggero dell’arcivescovo col “vizietto” che molesta turisti di passaggio e militari in servizio davanti a uno dei più affollati ingressi in Vaticano, quello di Porta Sant’Anna. Vicenda che avrebbe creato ulteriore irritazione nei sacri palazzi anche perché il presule apparterrebbe allo stesso ordine religioso di padre Giovanni Salonia, il cappuccino nominato da Francesco vescovo ausiliare di Palermo, il 10 febbraio 2017, e poi costretto dallo stesso Bergoglio alle dimissioni prima di ricevere l’ordinazione episcopale.

Le motivazioni di questo durissimo provvedimento non sono mai state chiarite del tutto. C’è perfino chi ha ipotizzato che il cappuccino abbia disobbedito al voto di castità. Ma Salonia ha sempre respinto con forza tutte le accuse. “Avevo accettato – si legge nella lettera con la quale il frate ha comunicato le sue dimissioni al clero di Palermo – in spirito di servizio ecclesiale questo impegnativo e delicato ufficio, a cui, in modo impegnativo e inaspettato, ero stato chiamato. Tale nomina, mentre in tanti aveva suscitato sentimenti di gioia e di speranza, in qualcun altro ha provocato intensi sentimenti negativi, con attacchi nei miei confronti infondati, calunniosi e inconsistenti, ma che potrebbero diventare oggetto di diverse forme di strumentalizzazione, anche di tipo mediatico. Iniziare un servizio ecclesiale in un tale clima mi avrebbe sottratto energie e serenità nel portare avanti il ministero a cui ero chiamato e, ancor più, avrebbe turbato la serenità e la gioia della comunità ecclesiale”.

Certo è che per Francesco non si preannuncia un’estate rilassante. Sarà forse anche per questo che il Papa, ripristinando una prassi che era caduta ormai in disuso dall’epoca del beato Paolo VI, ha chiesto a tutti i cardinali residenti a Roma di comunicargli il periodo delle loro vacanze e l’indirizzo del loro soggiorno. “Recentemente – si legge nella lettera inviata dal cardinale Angelo Sodano – il Papa Francesco ha chiesto al decano del Collegio cardinalizio di voler ricordare fraternamente ai singoli cardinali l’opportunità di continuare in tale prassi, tanto più nel caso di una loro prolungata assenza da Roma”. Una decisione che non è piaciuta a diversi porporati.