Floradora, cara,

Sei apparsa così all’improvviso, con quel ciuffetto rosa e quegli occhioni azzurri. Innocente come un fiore, sinuosa come una vamp del cinema, ammiccante come una donna che sa quel che vuole. Impossibile resisterti. Nel giorno della scomparsa del tuo mentore Paolo Limiti, uno dei più seri, preparati, e spiritosi uomini del mondo dello spettacolo, salutiamo probabilmente per l’ultima volta anche te, Floradora. Graziosa cagnolina appollaiata su un trespolo a sbattere quegli enormi occhioni e ciglia in attesa di qualche ospite da punzecchiare, o magari per qualche grattino sulla nuca dall’amico Paolo.

Già, perché Floradora possedeva l’innata dote di far sorridere, di sdrammatizzare, di giocare con il respingente muro delle celebrità. Dopo una Nilla Pizzi, una Joan Collins, una Rita Pavone, una Linda Lovelace, l’attesa era sempre per l’acuto della cagnolina marroncina, accomodata lassù in alto, nella sua cuccia regale. Ecco il latrato e Limiti lesto a cogliere il richiamo della fidata cagnina. Una battuta sulle rughe nascoste, una sugli amanti mai dichiarati, una sul tempo che passa per star non più bambine. Floradora era così, impertinente e giocosa, sobillante e briosa.

Paolo Limiti ha sempre raccontato che il personaggio nacque per il suo amore per gli animali, come per una presenza modello “Signor No”, ma tenera e graziosa. Se la memoria non ci inganna Floradora apparve per la prima volta a Ci vediamo in tv. Ha subito una nemica giurata, modello gelosia canina, che è Justine Mattera, l’allora giovane moglie di Limiti che somiglia alla Monroe. Poi gradualmente s’impone un po’ come la bocca della verità dove si rischia di lasciarci la mano, un po’ come il giudizio tranchant di Waldorf e Statler dei Muppet. Nessuno scampa alle sue sagaci battute. Chiunque cade nel suo tranello ammaliante. E lentamente s’impone come tutti i pupazzi della tv. Simile esteticamente a One di Bim Bum Bam, esuberante come il Five doppiato da marco Columbro, ma anche mansueta e docile come il vero cocker di Che piacere averti qui o l’Has Fidanken del Drive In, Floradora non ha mai esagerato sboccata come il Rockfeller di Jose Luis Moreno. Nonostante le allusioni di tanti buontemponi via web, come di simpatici titoloni di Lercio (Floradora racconta le molestie subite da Limiti, davvero da premio). Questione di stile. Chez Paolo Limiti.