A tre giorni dal fallito attentato nella stazione Gare Central di Bruxelles la capitale del Belgio ha vissuto altri momenti di tensione. La polizia di Molenbeek – quartiere da cui proveniva anche l’ultimo aspirante kamikaze – ha aperto il fuoco contro un’auto che ha forzato i controlli, nella zona della Gare de l’Ouest, nella regione di Bruxelles. L’episodio  è avvenuto nel pomeriggio. Secondo quanto ricostruito, il conducente era stato fermato ad un semaforo rosso ma è fuggito urtando un paio di agenti. I poliziotti, che non hanno riportato ferite, hanno sparato alcuni colpi ma l’autovettura, che aveva targhe rubate, è riuscita ad allontanarsi. Il quartiere è considerato un punto nevralgico: è lì che aveva il covo il gruppo di terroristi guidati da Salah Abdeslam.

Secondo quanto spiegato dal portavoce della procura di Bruxelles Pierre Geerinckx, i poliziotti si trovavano all’altezza della Gare de l’Ouest quando hanno deciso di verificare l’identità del conducente di una Mercedes blu, “per una ragione ancora da chiarire”. La polizia, secondo il sito di Le Soir – ha colpito un paio di volte una delle fiancate del veicolo in fuga, che è comunque riuscito a far perdere le proprie tracce. “Si tratta di un’auto con targhe probabilmente rubate poiché non corrispondono alla tipologia di veicolo”, ha spiegato il portavoce della polizia di zona.

Nel paese l’allerta è massima: due giorni fa quattro persone sono state arrestate in raid portati a termine la scorsa notte proprio in relazione al fallito attentato nella stazione. Le operazioni hanno avuto luogo in diversi quartieri della capitale, tra cui Molenbeek, dove ha vissuto Oussama Zariouh, il marocchino di 36 anni ucciso dalla polizia dopo aver tentato di esplodere una valigia all’interno della stazione. Quella della stazione sarebbe potuta essere un’altra strage a firma dell’Isis: il funzionamento difettoso della bomba artigianale fatta con gas e chiodi, e l’intervento dei militari che hanno neutralizzato, un altro ‘figlio’ di Molenbeek, l’hanno evitata.