Toh chi si rivede. Nel porno è tornato a fare capolino il pelo pubico. Non una rivoluzione, ma un lento cambiamento estetico culturale. Almeno così sono convinti i ragazzi di Vice.com che in un lungo editoriale a firma Mark Hay spiegano come diversi indizi portino alla rivalutazione del “cespuglietto” da far crescere e coltivare nell’aree pubica della donna come dell’uomo, nel mainstream della pornografia come nell’intimità di ogni singolo individuo. Tutto parte da una mostra fotografica recente intitolata Plush, della 69enne fotografa Marilyn Minter. Decine di angolazioni del pube femminile, corrispondenti a decine di sfumature di colori “dell’arcobaleno”, che mostrano il naturale fascino di una vagina sovrastata da curati e candidi peli pubici. Al successo della mostra della Minter si aggiungono diverse pornostar come Casey Warner, Jasmine Summers, Dolly Leigh che fin dal loro esordio hanno deciso di non rasarsi e non concedere a nessuna videocamera la possibilità della classica “pista di atterraggio” o della più radicale rasatura totale alla “brasiliana”. Senza dimenticare l’affermarsi di Sasha Grey, propensa spesso a mostrare peli pubici cresciuti in molti sui film, e un’autentica superstar del porno Usa come Bobbi Starr che del suo pube peloso amabilmente curato ne ha fatto un raffinato vezzo estetico.

“Nessuno è mai riuscito a stabilire un nesso causale tra la depilazione pubica e il porno”, ha spiegato la studioso di pornografia Joseph Slade, “ma le indagini effettuate sui miei studenti e nelle mie classi sulla sessualità hanno indicato che le donne si sentino spinte a fare sesso glabre da fidanzati a loro volta condizionati dal porno”. Alla moda generale si sono poi aggiunte alcune prese di posizione dissenzienti di eminenti attrici hollywoodiane attente alla sfera sessuale come Gwyneth Paltrow e Cameron Diaz che in diverse occasioni sia online che su libri cartacei hanno elogiato la folta ricrescita del proprio pube come conditio sine qua non per piacere all’altro o altra. “Non esiste opinione diffusa sul perché la rasatura del pube sia diventata di moda nei film porno dagli anni Novanta in avanti”, spiega l’autore dell’articolo. “Alcuni pensano che sia stata una scelta puramente pratica, ovvero la rasatura permette alla videocamera di catturare più porzioni dei genitali e meglio nei dettagli la meccanicità dell’atto sessuale inquadrato. Ecco perché anche i pornostar si radono il pube: per rendere più lungo il proprio pene. Un’altra ipotesi potrebbe essere stata quella di un maldestro tentativo di mantenere più igienizzata l’area dei genitali, nonostante il fatto che i peli pubici proteggano molto dalle malattie, e senza contare che la rasatura o la ceretta possono causare parecchie lesioni o infezioni”.

La riscossa odierna, insomma, sembra avvenire anche sui set del porno. Chiaro, non siamo di fronte al ritorno della giungla selvaggia di peli incredibilmente “nature” delle pioniere e dei pionieri professionali (e amatoriali) del porno anni settanta, ma qualcosa si muove, anzi ricresce. “Entro un paio d’anni tra un terzo e la metà delle ragazze che fanno porno ma anche tra quelle che non lo fanno torneranno a far crescere i peli pubici”, afferma Lily Campbell, produttrice di porno per il sito yanks.com. Todd Spaits, collega della Campbell, ha aggiunto: “Solo un terzo delle ultime 50 ragazze che hanno girato video per yanks.com era completamente glabro, mentre un altro terzo è apparsa con un folto pelo pubico, e il terzo rimanente con il pelo cresciuto normalmente”. “Da quando ho lasciato crescere i peli sulla mia vagina più di un centimetro e mezzo sono rimasta sorpresa dai tanti complimenti ottenuti da fan, fotografi e appassionati del porno. Tutti mi dicono che gli piace vedere “qualcosa” laggiù. Da quando ho iniziato a non radermi più non credo di aver perso nessuna opportunità di lavoro”, ha spiegato l’attrice Ana Molly. Insomma, se non rose fioriranno, anzi: cresceranno.