Con la seconda serata in diretta dall’Arena di Verona dedicata a tour e dischi live, sono andati in archivio i Wind Music Awards 2017, condotti ancora una volta da Carlo Conti e Vanessa Incontrada. Un’edizione che si è contraddistinta soprattutto per gli orrori dell’audio e per le esibizioni non certo indimenticabili di molti grandi nomi della musica italiana (quei pochi che, almeno, hanno scelto di cantare dal vivo e non in playback).

Conti può essere soddisfatto per gli ascolti, visto che anche la seconda serata ha vinto agevolmente la sfida dell’Auditel con un buon 23,31% di share e 4,7 milioni di spettatori, ma forse due serate sono un po’ troppe, visto che molti artisti si sono esibiti sia nella prima che nella seconda, e c’è chi, come Fedez e J Ax (trionfatori di questa stagione discografica) hanno cantato la stessa canzone sia lunedì che martedì.

Tra le esibizioni che più hanno fatto discutere i social, quella di Emma Marrone, che ha proposto una audace e energetica versione di You don’t love me (No, no, no), confermandosi ancora una volta un animale da palcoscenico di rara efficacia interpretativa. A inizio serata, ecco arrivare i Modà, con Kekko Silvestre che ha annunciato di non voler tornare a suonare per un po’ (si dedicherà al cinema) e ha voluto ringraziare pubblicamente due signori molto potenti della musica italiana: Lorenzo Suraci (presidente di Rtl e patron di Baraonda, la casa discografica del gruppo milanese) e Federico Salzano (amministratore delegato di F&P, società leader nel campo della musica dal vivo). Per la serie a volte ritornano, si sono esibiti di nuovo, dopo la prima serata di lunedì, Alessandra Amoroso, Il Volo, Ligabue, Fiorella Mannoia, i già citati Fedez e J Ax, Nek, con gli innesti nuovi di zecca di Biagio Antonacci, Elisa, Imagine Dragons, Lenny, Charlie Puth, Gianna Nannini, Ofenbach, Sfera Ebbasta, Massimo Ranieri, Max Pezzali, Francesco Renga e Umberto Tozzi.

Anche martedì sera, così come la sera precedente, premi per tutti, a pioggia, e quando non c’era un motivo ufficiale per premiare, ne è stato prontamente improvvisato uno. Una autocelebrazione che somiglia molto più a uno spottone in vista delle tournée estive che a un bilancio dell’anno passato. Ma tra tante frasi di circostanza e esibizioni così così, per fortuna c’è stato anche chi, come Zucchero, ha voluto lanciare un appello proprio dal palco un tempo prestigioso dell’Arena di Verona: “Rispettiamo questo luogo, facciamo concerti e musica di qualità”. E visto che da quelle parti ormai suonano anche le bande di paese, mai frase fu più pertinente.