Da Padova chiedono chiarimenti, da Palermo per adesso si fermano a qualche polemico post sui social network. Non c’è solo il caso Genova ad impensierire i vertici del Movimento 5 Stelle, dopo la sentenza del tribunale che ha dato ragione a Marika Cassimatis, sospendendo l’esclusione della sua lista e il ripescaggio di quella del tenore Luca Pirondini. Anzi è proprio il post con cui Beppe Grillo ha annullato le comunarie nel capoluogo ligure che in queste ore si è trasformato in un pericoloso precedente. Un sorta di vulnus nei regolamenti pentastellati che dopo la sentenza del tribunale di Genova potrebbe generare il caos tra le liste del M5s elle prossime amministrative. “Ho chiesto chiarimenti alla Casaleggio Associati, perché dopo il post di Grillo di giovedì ci sono dubbi”, dice Leonardo Forner, il ventiduenne uscito sconfitto dalla consultazione online del 29 marzo per la scelta del candidato M5S a sindaco di Padova. Secondo il giovane anche le comunarie padovane si sono svolte “in palese contrasto con il regolamento, in quanto le mail per avvisare del voto sono arrivate agli attivisti anche 3 ore dopo l’inizio della votazione”.

Il riferimento di Forner è per il post pubblicato da Grillo sul blog il 6 aprile con cui il leader del M5s ha invalidato le comunarie genovesi del 14 marzo perché indette “con preavviso inferiore al termine minimo di 24 ore prescritto dall’articolo 3 del regolamento”. Si tratta dello stesso post in cui Grillo comunicava di aver sospeso Cassimatis dal Movimento, solo quattro giorni prima che il tribunale di Genova accogliesse il ricorso d’urgenza presentato dagli avvocati Lorenzo Borrè e Alessandro Gazzolo, stabilendo che il garante del M5s ha “alcun potere di intervento” nel processo di selezione delle candidature locali.

È per questo motivo che adesso Forner ha scritto alla Casaleggio Associati per chiedere che le comunarie di Padova- dove si è fermato a 48 voti, contro i 108 del vincitore Simone Borile – vengano invalidate: anche nella città veneta, a suo dire, le email per avvisare gli attivisti del voto sul blog non hanno rispettato il preavviso minimo di 24 ore.  “”Per quanto l’esito della votazione sia stato palese vogliamo un po’ di chiarezza. Anche perché al momento non è stata ancora certificata la lista del vincitore, che però ha già iniziato a fare campagna elettorale con i simboli del Movimento”, dice il pentastellato che non esclude a priori l’eventualità di rivolgersi al tribunale, sulla scia di quanto già fatto da Cassimatis a Genova.  “Per ora non abbiamo ricevuto alcuna risposta, stiamo aspettando perché altrimenti ci sarebbero i presupposti per un ricorso civile, e al 99% lo vincerei. Da parte loro sarebbe meglio agire subito perché loro stessi sanno che sono in torto con il regolamento”, dice il pentastellato padovano, che sul caso Genova solidarizza con Cassimatis: “Il tribunale le ha dato ragione sulla base del regolamento che loro stessi hanno violato per cercare una soluzione al pasticcio che avevano fatto: quindi non mi stupisce la decisione dei giudici. È un errore da ammettere, bisogna far le scuse alla candidata e andare avanti a combattere contro la politica che asfissia il Paese. Occorre essere capaci di ammettere i propri errori e andare avanti”.

L’onda lunga del caso Genova, però, rischia di mandare in tilt la situazione anche a Palermo, città già dilaniata da una violenta guerra intestina tra la componente che sostiene il candidato sindaco Ugo Forello e il gruppo che fa capo ai deputati coinvolti nell’inchiesta sulle firme false. E sono proprio questi ultimi a paventare la possibile irregolarità delle comunarie palermitane. Il casus belli esplode con un post su facebook di Mauro Giulivi, ex candidato al consiglio comunale escluso dalla lista per le amministrative del giugno prossimo, e compagno della deputata Chiara Di Benedetto, una delle parlamentari vicine a Riccardo Nuti che con lui hanno depositato un esposto in procura contro Forello. Giulivi pubblica il contenuto della mail ricevuta dallo staff di Grillo per comunicare che le votazioni delle comunarie palermitane cominceranno alle ore 10 del 18 gennaio e finiranno alle ore 19. Piccolo problema: quella mail è stata inviata alle ore 10 e 29 dello stesso giorno e quindi mezz’ora dopo dell”inizio delle consultazioni .”Se lo dice Beppe ci credo“, scrive Giulivi postando anche l’articolo del blog con cui il leader del M5s ha annullato le comunarie genovesi. Un post che doveva risolvere la situazione nel capoluogo ligure ma che invece rischia di trasformarsi in un boomerang.