Il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Palermo è indagato dalla procura del capoluogo siciliano. Un “atto dovuto” – per il quale stata già chiesta l’archiviazione – che però è stato causato da un esposto depositato da alcuni degli storici esponenti dello stesso Movimento 5 Stelle a Palermo, poi coinvolti nell’inchiesta sulle firme false depositate alle amministrative del 2012.

Un vero proprio corto circuito quello che si è verificato nel capoluogo siciliano, dove l’avvocato Ugo Forellovincitore delle Comunarie e dunque aspirante primo cittadino dei grillini – è finito accusato di “induzione a rendere dichiarazioni mendaci“. Il motivo?  La denuncia inviata alla procura e all’ordine degli avvocati da parte di Riccardo Nuti, Claudia Mannino e Giulia Di Vita, i deputati grillini indagati nell’inchiesta sulle firme false sospesi de imperio dal comitato dei probiviri M5s dopo essersi avvalsi della facoltà di non rispondere.

Secondo i tre – ma l’esposto era firmato anche dalle deputate non indagate  Chiara Di Benedetto e Loredana Lupo – il fondatore di Addiopizzo avrebbepilotato” le dichiarazioni di Claudia La Rocca, la consigliera regionale grillina che per prima ha deciso di collaborare con i magistrati autoaccusandosi della ricopiatura delle firme. Accuse che hanno provocato l’iscrizione di Forello nel registro degli indagati. La procura di Palermo ha comunque già chiesto l’archiviazione del fascicolo ma gli autori dell’esposto si sono opposti: come prevede la legge, dunque, il gip Lorenzo Matassa ha fissato un’udienza per la discussione della vicenda, che si terrà l’8 marzo prossimo.

“Nella denuncia si contesterebbe una presunta induzione a rendere dichiarazioni mendaci da parte mia e nei confronti della deputata regionale, che si è autosospesa, La Rocca. Ad oggi, però, il racconto della deputata regionale è stato riscontrato dai periti nominati dalla procura che hanno confermato che le firme sulla lista elettorale furono ricopiate”, spiega Forello, sottolineando che “in tempi rapidissimi, la procura ha disposto la richiesta di archiviazione nei miei confronti, non ravvisando la fondatezza delle accuse mosse”.  “La vicenda è grossolana – continua sempre il candidato sindaco del M5s – ed è legata alla circostanza che ho sempre cercato di tutelare l’immagine del movimento, invitando tutti gli interessati all’affaire delle firme ad assumere un’atteggiamento di collaborazione e attivo nei confronti dell’autorità inquirente”.