Le comunarie del 14 marzo annullate perché “indette meno di 24 ore prima del voto” e l’ex candidata di Genova Marika Cassimatis sospesa dal M5s. A poche ore dalla prima udienza per il ricorso davanti al tribunale civile e mentre il figlio del cofondatore del Movimento Davide Casaleggio debuttava in televisione, Beppe Grillo sul blog ha annunciato il nuovo provvedimento in merito alle contestate elezioni delle scorse settimane. Il leader non si è presentato all’udienza, rinviata alle 12.30 per precedenti impegni del presidente. L’esclusa, che ha anche querelato Grillo e il deputato Alessandro Di Battista per diffamazione, ha invece dichiarato di voler rientrare in corsa.

di Pietro Barabino

Il leader ha spiegato, nel post pubblicato nelle scorse ore, che la consultazione del 14 marzo sono da considerarsi nulle. “La votazione”, si legge, “per la scelta della lista da presentare alle elezioni comunali di Genova con il simbolo del Movimeno 5 stelle tra la lista con candidato sindaco Marika Cassimatis e la lista con candidato sindaco Luca Pirondini viene annullata, perché indetta con preavviso inferiore al termine minimo di 24 ore prescritto dall’articolo 3 del regolamento per le votazioni per la scelta dei candidati alle elezioni”. La votazione, prosegue il post, “non può però essere rinnovata perché il candidato sindaco Marika Cassimatis e due candidati facenti parte della sua lista sono stati sospesi in via cautelare dal Movimento 5 stelle dal collegio dei probiviri e non sono pertanto in possesso dei requisiti di candidabilità”. Pertanto, “la lista che verrà presentata alle elezioni comunali di Genova contraddistinta dal simbolo del Movimento 5 Stelle è quella con candidato sindaco Luca Pirondini, non potendo procedersi al ballottaggio con altre liste”.

Cassimatis aveva vinto le consultazioni del 14 marzo, salvo poi essere scomunicata dal leader Beppe Grillo con un post sul blog solo tre giorni dopo. “Il ricorso che abbiamo presentato”, ha spiegato l’avvocato dell’esclusa Lorenzo Borré, “riguarda anzitutto la carenza di poteri in capo a Grillo perché lo statuto prevede espressamente che le comunarie siano vincolanti nei confronti del capo politico del Movimento”. Il secondo riguarda la presunta infondatezza delle accuse mosse alla professoressa Cassimatis e l’inesistenza della figura del garante del Movimento che non è prevista dallo statuto”. Secondo Borré l’annullamento a posteriori delle comunarie è una contromossa di Grillo per tutelarsi dopo il ricorso: “Una contromossa, quella di Grillo. Proprio la tardività della convocazione delle comunarie che hanno visto vincere Pirondini era uno dei motivi del nostro riscorso. Ora Grillo ha annullato con le stesse motivazioni quelle del 14 marzo vinte da Cassimatis, glissando però sulle seconde. Sarà il giudice a valutare anche se certamente oggi non sarà presa alcuna decisione”. L’ex candidata M5s continua a chiedere che la sua lista sia ripristinata: “Vogliamo avere delle risposte alle nostre domande”, ha detto. “Vogliamo rientrare in corsa, la richiesta che facciamo è che venga ripristinata la nostra lista. Alla fine ci sarà un candidato solo. Anche Casaleggio ieri in televisione ha ribattuto il valore giuridico del fidatevi di me detto da Beppe Grillo, noi invece riteniamo che non ce l’abbia e quindi vogliamo vedere le contestazioni”.