Microfoni come mine vaganti per Piero Pelù, che è finito nei guai dopo un imprevisto durante il suo ultimo concerto, venerdì sera a Milano. Mentre agitava il cavo del microfono a mo’ di lazo sulle note di Tex, infatti, questo si è sganciato e ha colpito il piede di uno spettatore modenese, il ristoratore Roberto Moncata. Un lieve trauma al malleolo, un salto al pronto soccorso, mezzo concerto perso e poi tutti a casa a prendersela con la sfortuna. E invece no, perché Moncata ha deciso di fare causa al frontman dei Litfiba, dato che il dolore al piede gli ha impedito di svolgere regolarmente il suo lavoro. “Ora zoppico”, ha raccontato alla Gazzetta di Modena il ristoratore, proprietario di un noto wine bar della città emiliana. “Ho subito notevoli danni, ma nessuno dell’entourage del cantante è venuto a sincerarsi delle mie condizioni”.

E forse il problema per Moncata è proprio questo. Al quotidiano modenese ha ammesso di essere “rimasto molto deluso dal comportamento dei Litfiba e del loro seguito. Nessuno – ha continuato –  si è sincerato delle mie condizioni e alla fine, quando ho chiesto di parlare con un responsabile, non è venuto nessuno. Magari se qualcuno fosse venuto avrei lasciato perdere, ma così no”. I litfiba non si scusano? E allora si passa agli avvocati, con la promessa da parte di Moncata di devolvere l’eventuale risarcimento danni all’associazione Aut Aut, che si occupa di autismo.

Sui social in molti hanno accusato Moncata di voler approfittare della situazione per ottenere più notorietà per sé e per il suo locale, ma lui ha negato categoricamente: “Chi mi conosce sa che non cerco notorietà e non sono così meschino. Piuttosto mi chiedo che sarebbe accaduto se quel microfono partito dal palco avesse colpito ad esempio i bambini che erano a pochi passi da me”. Intanto domenica Moncata ha ricevuto una telefonata dal portavoce del cantante, che lo ha invitato a un chiarimento con lui. “La cosa mi ha fatto piacere e, se ci saranno le scuse, le accetterò“.

Una cosa finora è certa: Pelù farà molta più attenzione durante le sue acrobazie col microfono. O forse no, visto che soltanto una settimana fa su Facebook scriveva: “Prometto che dai prossimi concerti mi farò scotchare meglio il microfono, così quando lo farò girare alla velocità del drone non si staccherà e non rischierò di ammazzare qualcuno sugli spalti. Parola del diablo”.