Chi lo avrebbe mai detto? Francesco Gabbani e la sua “Occidentali’s Karma” sono diventati, in pochi giorni, un fenomeno continentale, un tarlo virale che sta entrando nella testa di milioni di persone in tutta Europa, dopo aver conquistato la vittoria al 67esimo Festival di Sanremo. Potere della scimmia che balla, del ritmo orecchiabile e soprattutto della volata lunga che porterà all’Eurovision Song Contest di maggio a Kiev. Le radio la stanno trasmettendo in Croazia, Francia, Germania, Malta, Polonia, Romania, Svizzera e Slovenia (sono dati di RadioMonitor, dunque ufficiali e verificabili), ma il dato forse più interessante riguarda Spotify, visto che “Occidentali’s Karma” è da giorni al terzo posto della Viral  50 Global, dietro soltanto a Chained to the Rhythm di Katy Perry e Purple Rain di Prince.

Su iTunes, invece, Gabbani è comprensibilmente primo in Italia ma si sta piazzando bene anche in altri paesi europei dove le canzoni di casa nostra fanno sempre fatica a entrare in classifica: primissime posizioni a Malta e in Svizzera e piazzamenti di tutto rispetto in Spagna, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Svezia, Belgio, Norvegia, Irlanda, Austria, Danimarca. È un fenomeno inedito, per la musica italiana. Rarissime eccezioni a parte (i soliti Bocelli, Pausini, Ferro), le canzoni di casa nostra smettono di essere hit appena superata la frontiera a Ventimiglia.

Stavolta è diverso e il fenomeno Gabbani sta montando in maniera inattesa. Un’attenzione così forte sulla canzone vincitrice a Sanremo non si vedeva da tempo, e nemmeno i tre tenorini del Volo erano riusciti a sfondare così tanto all’estero sul breve periodo. I motivi di questa viralità quasi insopportabile di “Occidentali’s Karma” sono piuttosto semplici ed è francamente inutile lanciarsi in analisi del testo, “spiegoni” non richiesti sui riferimenti culturali del pezzo di Gabbani. Anche perché, forse è bene ricordarlo, l’italiano lo parlano in pochi, oltre il già citato posto di frontiera di Ventimiglia. Semplicemente il pezzo funziona, è orecchiabile, è nato per essere un tormentone. E poi c’è la scimmia sul palco che balla, e funziona anche quella. Ha a che fare con il testo? Sissignore, ma forse all’estero non lo sanno, almeno non tutti, ed è vista come un espediente coreografico che fa presa sul pubblico. Questo è, Morris, Eraclito, Marx e Shakespeare a parte.

Un altro merito del boom europeo di Gabbani è l’attenzione che finalmente si sta dedicando anche dalle nostre parti all’Eurovision Song Contest (Eurofestival per i nati prima delle guerre puniche). Un evento seguitissimo altrove, divertente e colorato, un po’ kitsch, è vero, ma in maniera innocente, spensierata. E in un evento così scanzonato, un pezzo come quello di Gabbani non può che funzionare. L’Italia, dopo averlo snobbato per oltre un decennio, è tornata in gara nel 2011 con Raphael Gualazzi (2°), proseguendo poi con Nina Zilli (9°), Marco Mengoni (7°), Emma (21°), Il Volo (3°) e Francesca Michielin (16°). Siamo andati vicini alla vittoria un paio di volte, dunque, ma c’è sempre stato il dubbio che Mamma Rai non avesse così tanta voglia di vincere, visto che vorrebbe dire ospitare l’evento l’anno successivo, con tutte le implicazioni finanziarie del caso. Le reticenze di viale Mazzini (che ha sempre avuto l’incomprensibile ossessione di non oscurare Sanremo, come se i due eventi fossero anche lontanamente paragonabili), quest’anno potrebbero venire spazzate dal fenomeno “Occidentali’s Karma”.

Su YouTube (dove ha superato 15 milioni di visualizzazioni) e sui tantissimi siti europei dedicati all’Eurovision, Gabbani viene dato come favorito assoluto, anche se molti Paesi devono ancora scegliere il brano da mandare a Kiev. Ma i gruppi organizzati sul web (veri e propri fanatici) hanno fiuto, sanno percepire meglio di chiunque altro l’andazzo delle preferenze e quasi sempre azzeccano il pronostico. Come se non bastasse, poi, “Occidentali’s Karma” è in testa anche alle quotazioni dei bookmakers, con BetFair Xchange che dà la vittoria di Gabbani a 5,7, seguito da tutti gli altri Paesi europei.

Se poi aggiungiamo anche gli articoli dedicati al cantante di Carrara da giornali come Le Figaro e la versione inglese di Metro (che ha pubblicato un lunghissimo pezzo per spiegare perché la canzone è “perfetta per l’Eurovision” e potrebbe riportare la vittoria in Italia dopo quasi trent’anni), il quadro è completo.

La vittoria di “Occidentali’s Karma” a Sanremo, per alcuni immeritata a discapito di Fiorella Mannoia, sta regalando al Festival un bagno di popolarità internazionale che non aveva da tempo. Anche solo per questo, bisognerebbe ringraziare Gabbani e la sua scimmia, ma forse è meglio conservare ringraziamenti ed entusiasmi per l’appuntamento di Kiev, visto che finalmente potrebbe essere la volta buona.