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Ivanka Trump ‘padrona di casa’ durante l’incontro con Justin Trudeau

di F. Q.
Ivanka Trump ‘padrona di casa’ durante l’incontro con Justin Trudeau

Il primo ministro canadese Justin Trudeau e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si sono incontrati alla Casa Bianca. Sul tavolo, i temi centrali per il rapporto tra Canada e Usa, dall’immigrazione al Nafta e l’accordo commerciale di libero scambio che Trump ha promesso in campagna elettorale di rivedere. Ma Trump e Trudeau, stando a fonti informate, starebbero pensando ad una iniziativa comune a sostegno delle donne business leader. Un tema, questo, che sta particolarmente a cuore a Ivanka Trump che potrebbe avere un ruolo nell’iniziativa: “Abbiamo ottime donne business leader attorno a questo tavolo, io ho avuto molte donne executive”, ha sottolineato il Presidente degli Stati Uniti. “Sono felice di essere qui con donne affermate: sostenerle è una leva per il successo”, ha ribattuto Trudeau, guardando Ivanka. Justin e Ivanka: belli, giovani e glamour, seduti allo stesso tavolo, “pane” per i giornali scandalistici di tutto il mondo che prontamente hanno raccontato ogni sguardo tra i due.

D’altronde la bella Ivanka potrebbe essere incuriosita dal premier canadese che, sia politicamente che umanamente, rappresenta l’esatto opposto del padre. Lui, Justin Trudeau, è bello, giovane (43 anni) e molto social. Il suo è stato definito il governo “più liberal del mondo”: 15 donne e 15 uomini, una è un’indiana We Wai Kai (Giustizia), uno Inuit (Pesca e oceani), allo Sport c’è un’atleta paraolimpica non vedente, alle Istituzioni una rifugiata musulmana, alla Difesa un sikh veterano della guerra in Afghanistan. Nei giorni scorsi Trudeau aveva criticato il  “muslim ban” deciso da Trump, ovvero l’ordine esecutivo poi sospeso da un tribunale federale che aveva determinato un bando all’ingresso negli Stati Uniti dei cittadini provenienti da Iran, Iraq, Libia, Siria, Somalia, Sudan e Yemen per 90 giorni. Posizione questa che il giovane premier canadese ha mantenuto affermando di voler proseguire con la sua politica di accoglienza nei confronti di migranti e rifugiati ma di non essere negli Stati Uniti per “dare lezioni”.

 

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