Gli atleti russi non potranno partecipare alle Paralimpiadi invernali di Pyeongchang 2018, in Corea del Sud. A deciderne l’esclusione, a partire dalle gare di qualificazione ai Giochi invernali, è stato il Comitato internazionale paralimpico. L’Ipc ha respinto all’unanimità la richiesta della Russia di poter competere ai prossimi eventi sportivi. Così resta in vigore la sospensione del Comitato paralimpico russo (Rpc), decisa il 7 agosto 2016.

Mosca è ritenuta colpevole di non aver messo ancora in atto le riforme in tema di lotta al doping, chieste dopo lo scandalo che ha travolto la Federazione russa e confermato dal rapporto della Wada. Si trattava di un presunto sistema di “coperture” per gli atleti russi che facevano uso di sostanze illecite per migliorare le proprie prestazioni sportive. Secondo gli investigatori, il tutto ha inizio a partire almeno dal 2011 e sarebbe sfociato in un vera e propria “cospirazione istituzionalizzata e disciplinata che puntava a vincere” il maggior numero di medaglie possibile.

Il Comitato internazionale paralimpico ha precisato, però, che la decisione “non necessariamente chiude la porta alla possibile partecipazione della Russia ai Giochi del prossimo anno”. Se infatti il Comitato paralimpico di Mosca “continuerà a collaborare pienamente con la task force dell’Ipc e a soddisfare in pieno i criteri per il reintegro prima di Pyeongchang 2018 la sospensione sarà tolta”. Il membro del Comitato paralimpico russo, Lev Seleznev, ritiene che sia un “ordine politico“. “Sono convinto che sia proprio un ordine. La politica sta interferendo nella maniera più negativa nelle vite delle persone, anche per quelle che si trovano in una situazione difficile. Non ci sono riusciti con chi è in salute, e se la stanno prendendo con i disabili. Quando Philip Craven, il capo dell’Ipc, ha pronunciato la decisione di sospensione, ho notato, i suoi occhi sfuggenti. Era cosciente di essere nel torto, ma ha continuato a parlare del supporto governativo da parte delle autorità russe” ha detto Seleznev a Russia Today.

Sochi 2014: Bob a due maschile

Intanto anche il russo Dmitry Trunenkov, medaglia d’oro nel bob a quattro alle Olimpiadi di Sochi 2014, è stato squalificato per quattro anni dalla propria Federazione, dopo essere risultato positivo ai test. L’Agenzia antidoping russa Rusada ha precisato che l’esame risale al 2016, ma non ha specificato il tipo di sostanza incriminata.