Secondo un flash di Dagospia, il destino di Politics, il talk show politico di RaiTre condotto da Gianluca Semprini, chiuderà i battenti già il 6 dicembre prossimo, lasciando la prima serata del martedì a Mi manda RaiTre e Salvo Sottile. Una chiusura anticipata che segue le indiscrezioni circolate qualche giorno fa, secondo cui Semprini avrebbe mangiato il panettone ma non sarebbe tornato in onda a gennaio, dopo le feste natalizie.

Evidentemente non si potevano più tollerare i miseri dati Auditel che puntualmente, ogni mercoledì mattina, arrivavano come una bastonata tra capo e collo a frustrare le ambizioni innovatrici di Daria Bignardi e della nuova RaiTre, che aveva puntato tantissimo sull’arrivo di Semprini da Sky per rinnovare il talk show di prima serata e renderlo più asciutto e anglosassone.

Ma dal 6 settembre a ieri sera, il povero Semprini ha collezionato una lunghissima serie di batoste che avrebbero sfiancato anche il più capace degli incassatori, figuriamoci il giornalista romano arrivato in viale Mazzini accolto da polemiche e proteste, con tanto di contratto a tempo indeterminato e futuro blindato. Politics avrebbe dovuto rappresentare la svolta sobria del talk di approfondimento politico, lontano dal solito pollaio, dalle gazzarre indegne a cui siamo stati abituati negli ultimi vent’anni. Un proposito nobile, non c’è che dire, ma i risultati sono disastrosi. In undici puntate andate in onda, il programma ha superato il milione di spettatori solo due volte: all’esordio del 6 settembre (1.306.000, 5,56% di share) e l’11 ottobre, complice l’ospitata del premier Renzi (1.693.000 e 6,4%). Le altre nove puntate sono state un disastro dietro l’altro, non riuscendo mai neppure ad avvicinarsi al milione, barcollando tristemente tra i 600mila e gli 800mila spettatori, con uno share in picchiata che, nella puntata di ieri sera, è crollato addirittura al 2,21%.

Roba da piccola rete tematica sul digitale terrestre che trasmette documentari sui cercopitechi, altro che nuova frontiera del talk show politico. E allora stop, basta, meglio staccare la spina. Perdere contro Floris ci stava, era nelle previsioni. Ma uscire umiliati dal confronto con il competitor diretto (sempre oltre il milione tranne una volta, stabile attorno al 6% di share) e prenderle persino dai filmetti di Rete4 no, non era più tollerabile.

E il segno del fallimento clamoroso dell’operazione Politics viene anche dal programma che, sempre secondo Dagospia, lo sostituirà in prima serata: Mi manda RaiTre. D’accordo, il format rinnovato e affidato quest’anno al nuovo arrivato Salvo Sottile, ma stiamo comunque parlando di un programma nato nel 1990 e che manca dalla prima serata da quattro anni (prima spostato al mattino, poi proposto anche in seconda serata proprio con l’arrivo della Bignardi). Dal talk anglosassone ai consigli contro le truffe agli anziani, la parabola del martedì sera di RaiTre è scoraggiante.  La terza rete proporrà un nuovo programma di informazione in prima serata, magari dopo le feste di Natale? A chi verrà affidato? E soprattutto: cosa farà in Rai il blindatissimo Gianluca Semprini, che i giornalisti interni di Saxa Rubra vedono come un usurpatore?