A me sta simpatico Obama. Bel sorriso, viso simpatico, moglie attivista alimentare. Però ammetto che il suo ultimo giro da presidente mi ha deluso. Appena eletto, poco prima che Obama partisse per il suo ultimo tour da presidente, Donald Trump ha fatto presente al quasi ex inquilino della Casa Bianca di evitare di dire o fare cose che potessero risultare vincolanti per gli Usa o la politica estera americana in generale. Dev’essere che il giorno della partenza, Obama era un poco distratto perché di recente quello che ha portato a casa tra promesse e strette di mano, mi fa un poco allarmare.

Qualche giorno fa Barack va a cena con tutti i capi di stato europei. Gli stessi che hanno fatto fatica ad “accettare” la vittoria di Trump (del tipo “volevamo la Hillary vabbè c’è sto palazzinaro buzzurro speriamo bene”). In questa cena Obama riconosce, come riporta con clamore e pesantezza teutonica il Der Spiegel, la Merkel come la persona più indicata ad affrontare le sfide in Europa, dato che è alla guida una nazione con un economia forte.La trascrizione esatta della conferenza stampa tra Merkel e Obama è leggibile sul sito della Casa Bianca.

In soldoni cosa succede a questa allegra cena, dove tra l’altro era presente anche Renzi (del quale non ho trovato comunicati in merito ai temi discussi)? Obama ha rassicurato i poveri europei (terrorizzati dall’orso cattivo russo?) che la Nato, anche se Trump ha detto diversamente, proteggerà sempre i suoi alleati. Consideriamo che la Nato senza le risorse economiche e militari Usa rischia di afflosciarsi peggio della Società delle nazioni (qualcuno ricorda?).

Quindi tanto per stare tranquilli abbiamo rinnovato il nostro impegno (per “nostro” intendo europeo di cui l’Italia fa parte) a proteggere l’alleanza dalle minacce esterne. Non viene difficile comprendere che nella lista dei cattivoni il signor Putin è nella top 3. Tradotto in soldi significa un altro anno di embargo contro Putin, ergo crollo (ulteriore) dell’export verso la Russia (sino ad ora ci è costato circa 3,5 miliardi di euro solo a noi italiani).

Obama, inoltre, ha ribadito l’importanza del Ttip (il trattato di cui Trump non vuole nemmeno sentire parlare perché “danneggia gli interessi della classe media americana”) e fatto comprendere che questo trattato è da firmare.

Tra le altre cose, l’ormai ex presidente ha inneggiato all’importanza di combattere il terrorismo dell’Isis (per quanto sembra che già dal 2015 i fondi disponibili alla Cia per finanziare gruppi di ribelli nell’area fossero in fase di taglio). In pratica nel suo breve giro europeo, Obama sembra aver ribadito che la linea di sviluppo (o politica estera) da seguire sia quella degli ultimi 8 anni (i suoi).

Con il signor Trump rischiamo di avere un America che gira le spalle a tutte le operazioni internazionali, a favore di una maggior attenzione e investimento di risorse a “casa”.

Le tensioni con la Russia e la guerra in Ucraina? Saranno affari nostri da sbrigare (senza un supporto Usa). I profughi da accogliere? Sempre affari nostri (in questo caso nostri come italiani). Mi rattrista notare che una parte di questi profughi provenga da nazioni con cui eravamo in buoni rapporti (Libia, Siria, Iraq) e con cui ci siamo ritrovati in guerra perché trascinati. Pazienza.

Di tutte le uscite quella che mi colpisce di più è che la Merkel (che ha appena deciso di ricandidarsi per la quarta volta, poi si dice dei politici italiani che si affezionano alla poltrona) sia stata investita di una sorta di mandato a “guidare” il popolo europeo verso un futuro scevro da populismi.

Populismi (dicasi “regolare referendum”) che sono stati così violenti da spingere il Regno Unito fuori dell’Unione. Populisti che hanno eletto il buzzurro Trump invece della lady Clinton, populismi che stanno spingendo per la leader del Front national Marine Le Pen.

Ora anche in Germania la popolazione ha manifestato un discreto disappunto rispetto alla politica di accoglienza di profughi di miss Merkel, tuttavia sembra che questa lady di ferro sia la più adatta a guidare non solo la Germania ma l’intera Unione europea.

Lo stesso der Spiegel, nell’articolo che ho già citato, si lancia a paragonare la Merkel a Wilson (il presidente americano che guidò gli Usa nella Prima Guerra Mondiale) eleggendola, almeno sulla carta, a guida dell’intera Europa.

Io non so voi, ma l’ultima volta che un leader tedesco si è elevato a salvatore dell’Europa, era un tizio coi baffetti chiamato Adolfo. Lui aveva creato il terzo Reich.

Merkel è pronta a difendere “l’Occidente” con la fondazione del quarto Reich?

@enricoverga