Ha passato la giornata in divisa tra fumogeni e petardi. Gli sono piovuti addosso ortaggi, bottiglie e pietre. Compreso un palo di un cartello stradale. Ma la sorpresa più amara è arrivata a fine giornata, in ospedale: 10 euro di ticket da pagare per i controlli al braccio ferito durante il lavoro. È quanto accaduto a un agente del Reparto mobile di Bologna, in servizio a Firenze durante gli scontri in concomitanza con la Leopolda di Matteo Renzi.

A denunciare la vicenda è il segretario del Siulp di Bologna, Amedeo Landino. “Oltre al danno, pure la beffa – commenta – Quello che ci sconforta e ci lascia amareggiati non è la cifra, ma il fatto che un agente debba partecipare alle spese sanitarie per un infortunio subito mentre faceva il proprio lavoro. Si tratta di un servitore dello Stato, mandato in strada a garanzia delle libertà di tutti, e che per 1300 euro al mese si è preso ortaggi, nel migliore dei casi, bottiglie di vetro, petardi e cartelli stradali nel peggiore”.

Il poliziotto è un trentenne del reparto di Bologna. Sabato 5 novembre si trovava a Firenze, insieme ad altre centinaia di colleghi, per gestire l’ordine pubblico durante la manifestazione degli anti-Renzi radunati in Piazza San Marco. Nel corso della contestazione, quando il corteo ha provato a raggiungere la Leopolda ed è stato respinto dalle cariche delle forze dell’ordine, l’agente è stato costretto a difendersi con lo scudo dalle violenze di un manifestante incappucciato. Un uomo che, armato di un palo di metallo, ha cominciato a colpire i poliziotti. Una scena ripresa da numerose telecamere e finita sui notiziari.

A fine servizio il poliziotto si è rivolto al pronto soccorso dell’ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze, e si è fatto controllare il braccio dolorante usato per parare le bastonate. Dopo la visita e la radiografia al gomito, ecco il conto: 10 euro, come contributo alla spesa della prestazione sanitaria, quantificata in poco più di 50 euro. Si tratta di un ticket fisso, inserito dalla Regione Toscana nel 2012 per il ritiro di referti con immagini, e valido per tutte le categorie. Anche per l’agente, che ha provato a spiegare la propria situazione senza ottenere risultati.

“Quando un poliziotto si infortuna durante il servizio, deve anticipare le spese, e poi avviare una procedura per il risarcimento. Un iter farraginoso, che talvolta non porta a nessun risultato. Basta pensare che a volte passano addirittura 10 anni prima di avere il rimborso. E secondo lei una persona farà mai tutta questa procedura per 10 euro? Bisogna trovare un meccanismo per garantire la copertura e la tutela sanitaria degli agenti esposti a violenze. Ci sono stati casi di colleghi che hanno dovuto chiedere un prestito per pagarsi le cure. E sono tanti quelli che ricorrono ad assicurazioni private”.