La donna dell’anno? Potrebbe essere un uomo. La rivista Glamour, come ogni anno, stila una lista di candidate papabili: questa volta in lizza ci sono, tra le altre, la modella curvy Ashley Graham, l’atleta Simone Biles, la direttrice del Fondo Monetario Christine Lagarde e Bono Vox. Già, Bono Vox, leader degli U2.  Che da sempre si distingue per il suo impegno civile anche a favore delle donne ma che, per l’appunto, è un uomo. E’ la prima volta che un uomo ha i requisiti necessari per entrare a far parte di questa lista: Bono, secondo la rivista, è sempre stato in prima linea per la tutela dei diritti delle donne e per la parità di genere. L’idea di Glamour non è stata apprezzata da tutti e c’è addirittura chi ha parlato di “sabotaggio al senso del premio”. La scelta verrà comunicata il 14 novembre a Los Angeles.

Cavaliere dell’Impero britannico della regina Elisabetta II, il personaggio carismatico degli U2 potrebbe dunque vantarsi di un nuovo primato “impossibile” come quello, decisamente più goliardico, affidatogli dai creatori di South Park in una puntata dal titolo “lo stronzo più grande al mondo”,  titolo originale “More Crap”. La domanda dei creatori del popolare cartone animato sembra essere questa: ma Bono è buono davvero? Leggendo il libro di Harry Browne “The Frontman. Bono (nel nome del potere)” tradotto da Alberto Prunetti e uscito per le edizioni Alegre, sembra proprio di no. Sotto i panni del filantropo scopriamo che si nasconde l’uomo di fiducia delle lobby del potere economico e politico mondiale.