La casa di Sam Raimi (1981)

lacasaUn weekend in uno chalet di montagna, la strada di casa lontana ed irraggiungibile, cinque ragazzi che trovano un nastro magnetico in cantina e ascoltandolo liberano uno spirito maligno che li ucciderà tutti (o no?). Un’autentica immersione low low budget nel ventre puro dell’horror che inaugura il decennio dello splatter e del gore. Raimi si afferma regista dall’inventiva e dalla tecnica sopraffina (la celebre shakycam che spadroneggia il set e chiude il film con una sequenza memorabile), per un racconto di pura paura, inframezzato da humor caustico, alberi animati da istinti sessuali bellicosi, bulbi oculari imbiancati che faranno scuola. Non un successo immediato in Usa (in Italia arrivò tre anni dopo), ma lenta ascesa nel tempo tra critica e pubblico, fino a diventare cult per antonomasia. Dopo La Casa o si ride classicamente ad ogni scena per esorcizzare la fifa blu o non si torna indietro e si comincia a scavare nella storia dell’horror.