Dopodomani, mercoledì 26 ottobre, la Corte d’appello del Bahrein emetterà il suo verdetto nei confronti di Fadhel Abbas Mahdi Mohamed, l’ex segretario dell’Assemblea democratica unitaria nazionale, un partito di opposizione conosciuto come al-Wahdawi.

Arrestato il 26 marzo 2015, Fadhel Abbas è stato condannato tre mesi dopo a cinque anni di carcere per “diffusione di false informazioni che potrebbero danneggiare le operazioni militari del Bahrein e dei suoi alleati” e “incitamento alla resistenza”.

In appello, la condanna potrebbe essere persino raddoppiata. L’articolo 133 del codice penale prevede fino a 10 anni di carcere per chi “diffonde volutamente in tempo di guerra notizie false o tendenziose, dichiarazioni o voci infondate ovvero promuove campagne pubblicitarie per danneggiare la preparazione militare alla difesa dello Stato o le operazioni militari delle forze armate allo scopo di seminare il panico tra la popolazione o di indebolire la determinazione della nazione”.

Al centro di questa persecuzione giudiziaria, come in altri casi compreso quello assai noto di Nabil Rajab (il cui processo è fissato per lunedì prossimo), è l’intervento militare in Yemen della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, di cui fa parte anche il Bahrein: intervento iniziato il 25 marzo 2015 e condannato da al-Wahdawi come “una violazione del diritto internazionale”.

Esattamente quel giorno, il governo annunciò provvedimenti contro “chiunque tenti di sfruttare la situazione, attraverso la divisione o la sedizione o la diffusione di messaggi contro la posizione assunta dal Bahrein” al fianco dell’Arabia Saudita.

Sul fronte giudiziario va segnalata anche una rara buona notizia: il 17 ottobre la Corte di cassazione ha annullato la condanna a nove anni inflitta il 30 maggio allo sceicco ‘Ali Salman, segretario generale di un altro partito di opposizione, al-Wefaq, sciolto recentemente per accuse di “terrorismo”. ‘Ali Salman era stato arrestato nel 2014 per “incitamento all’odio”.