Lui per i social c’ha naso! Da quando Pippo Franco ha deciso di far parte del mondo di Facebook, in nemmeno un mese i suoi interventi online hanno sfiorato 100mila visualizzazioni. Tre video semplicissimi di nemmeno un minuto e mezzo, e una foto, pubblicati a distanza di una settimana l’uno dall’altro, con in calce una marea di commenti e complimenti. Il record di click viene segnalato online dal sito dailybest che per capire il “fenomeno social” ha raggiunto ed intervistato il 76enne comico romano, nei video della sua pagina Facebook comodamente seduto sulla poltrona di casa.

L’interprete dello storico film ambito da Fantozzi e colleghi d’ufficio, Giovannona Coscialunga disonorata con onore (1973, regia di Sergio Martino), si presenta timidamente il 23 settembre 2016 con il primo video (63mila visualizzazioni ndr) intitolato Ciao a Tutti: “Fino adesso sono stato in silenzio non volevo apparire sui social”, spiega Franco. “Visto che si nasce da soli e si muore da soli, e tutto il resto va fatto con gli altri, da ora sarò presente e ci divertiremo e continueremo a crescere”. Nella replica, ancora umilissima, da uomo della strada, eccolo apparire una settimana dopo in una foto in cui si sistema la giacca e scrive: “E’ lunedì, andiamo a lavorare”. E così millesettecento click accompagnano in un amen Pippo “al lavoro”.

Tempo il 26 settembre ed arriva il secondo video intitolato Il senso dell’ironia. “La vita è arte. Ma per vivere l’arte bisogna comprenderla. E comprendere la vita non facile”, declama l’attore mostrando il libro di John Medina – Il cervello istruzioni per l’uso (Bollati Boringhieri). “Per questo noi faremo un tragitto di strada insieme per migliorare noi stessi. E sarà un’esperienza che non dimenticheremo. Perché io ho due cose fortissime, la prima è la memoria, la seconda… è che non ricordo mai niente… voglio dire che per guardarci dentro useremo anche il senso dell’ironia”. E via un “eheheh” o una risatina, marchio di fabbrica del Franco attore anni settanta. Video concettualmente un po’ più complesso, ma le visualizzazioni sono lo stesso una marea: 19mila.

Infine la terza testimonianza social, per ora, La Vita è Arte. “Ma quante sciocchezze facciamo nella vita, c’è chi se ne accorge e si pente, e chi no; anche se il male spesso ci serve per arrivare al bene”, racconto con brio Franco. “Un grande scrittore e poeta che si firma Lizard Keen (o Lizard King aka Jim Morrison? ndr), personaggio misterioso, ha scritto su un muro questa poesia: “Fu allora che dipinsi la mia anima, quando ormai i colori non mi appartenevano più, oh quanto tempo ci misi per tinteggiarla con i colori dell’iride, ma laggiù in un angolo profondo una macchia nera l’ho lasciata a ricordo di quello che fui”. Qui il Pippo cabarettista sale in cattedra e l’ultima parte del video assume i toni della barzelletta: “Quando l’ho detta a uno che conosco mi ha risposto: “Anima? Ma quale anima? L’anima non esiste, io non ci credo”. E io: “Sei sicuro”. “Te lo giuro su dio”. (risatina di Pippo ndr). Cerchiamo insieme di dare respiro alla nostra anima, cerchiamo insieme di evitare dolori inutili. Alla prossima”.

“Contrariamente agli altri che vogliono mostrare la loro vita quotidiana, i loro pensieri, o perlomeno il loro modo di essere, comunicare, dialogare con tutti quanti gli utenti che rispondono, io viceversa apro un dialogo, se di dialogo si può parlare, perché in realtà non è un dialogo, ma una strada”, ha spiegato Franco al Dailybest. La via “sui generis” nei social del re del Bagaglino sembra così essere una strada lastricata di buone intenzioni che sconfinano nella spiritualità. “Mi interessa soltanto questo: mi rivolgo soltanto a chi è interessato a questo itinerario, che per me è un percorso, un viaggio, e chi vuole partecipare partecipa. Il viaggio si basa su un reciproco interesse – mi auguro! – di un percorso fatto di spirito, mente e corpo”.

Nato a Roma il 2 settembre del 1940, Francesco Pippo, poi Pippo Franco è diventato celebre per aver interpretato alcuni film cult della commedia sexy anni settanta (Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda, La sbandata); e poi non con lo stesso successo le commedie meno piccanti e più sociali come Nerone e Il Ficcanaso. Duraturo e fecondo il sodalizio con Pier Francesco Pingitore, ideatore, produttore e creatore dei testi della Compagnia del Bagaglino, con cui Pippo ha portato avanti uno show televisivo fatto di imitazioni e avanspettacolo messo in onda definitivamente sulle reti berlusconiane. Di Pippo Franco musicista ricordiamo, tra i numerosi brani incisi, quel Chi chi chi co co co (1983) dove già si intravedevano tracce di una filosofia semplice e incisiva di quello che il dailybest ha definito uno “spiritual coach”: “Tu pure sai/Che non va la vita/Com’è ragazzo mio/Ci son volpi di qua/Lestofanti di là/Mille topi tutti per te/Le zanzare che pungono me/Sono le stesse che poi/Pungeranno te/E tutto questo perché/Con tanti galli che cantano/Non si fa mai… giorno!/Chichichi cococo/Curucuru curucurucu quaqua”.