Paola Muraro, assessora all’ambiente del Comune di Roma, è indagata anche per abuso d’ufficio in concorso con Giovanni Fiscon, ex dg di Ama. Per rinnovare la politica bisogna necessariamente arrivare prima della magistratura, principio che con l’ingresso del M5S in politica si è nuovamente riempito di significato, solitamente ignorato dal sistema dei partiti, ma che nel caso Muraro è stato completamente cestinato.

Una vicenda che racconto da fine luglio, accolta dal silenzio dei grillini, al netto degli insulti per gli articoli scritti e mai smentiti nel merito. Un comportamento simile a quello assunto dai partiti quando in situazioni analoghe sono coinvolti esponenti di Pd o Forza Italia. I fatti raccontano una vicinanza di Muraro con Nanni Fiscon, arrestato e ora a processo nell’inchiesta mafia capitale, che avrebbe contribuito alla sua assunzione.

Un dato che già era emerso. Era stato Domenico Tudini, ex ad di Ama, a raccontarmi che furono Rubrichi e Fiscon ad assumere Muraro. Rubrichi ora è coinvolto nell’indagine sull’inceneritore di Colleferro. Rapporti, infatti, con l’ex dg coinvolto in mafia capitale che erano al centro da settimane di domande all’assessora. Quando le chiesi, ad agosto, mi racconti i suoi rapporti con Fiscon? Perché era in aula con lui lo scorso aprile? Lei non rispose e andò via in auto. Eppure era tutto chiaro. Qualche settimana fa evidenziai diversi punti che rendono urgenti le dimissioni di Paola Muraro. Passa il tempo e se ne aggiungono di nuovi.

Come il caso delle mancate autorizzazioni dei rifiuti smaltiti nel ‘forno’ di Colleferro, vicenda nota anche a Paola Muraro, allora consulente di Ama così come la vicinanza al mondo e agli uomini del monopolista Manlio Cerroni. Le domande aumentano, le ombre anche, le indagini si allargano, ma il M5S non fa una piega, non muove un dito, fa spallucce. Come gli altri partiti, peggio, a dire il vero, considerando la novità che rappresenta l’universo grillino nel paludato quadro politico. In una città che fa i conti con illegalità diffuse, che copre da anni una terra dei fuochi ignorata dalle precedenti giunte, testimoniata dall’inchiesta di Piazzapulita con seguito di orribile aggressione, c’è bisogno di un nuovo assessore. E presto.