L’unica speranza dell’Isis e terroristi fondamentalisti analoghi è quella di scatenare in Europa e Occidente in generale una reazione irrazionale che consenta ai tagliagole di ampliare la propria base di riferimento. Da questo punto di vista hanno segnato, in parallelo ai loro rovesci sul campo, alcuni punti a favore. Si veda ad esempio l’inutile provocazione del primo ministro francese Manuel Valls che ha vietato il cosiddetto “burkini”, costume da bagno adottato da numerose donne di religione islamica. Questo signore ha già avuto modo di mostrare la sua incompetenza fallendo nel compito di prevenire gli attentati terroristici. D’altro canto si è dedicato anima e corpo alla repressione brutale del movimento di classe Nuit debout, mentre ora dà prova di vera e propria follia tentando senza successo di inseguire Marine Le Pen sul suo terreno. Da quando in qua un determinato modo di vestire il corpo femminile, islamico o meno, fa parte dei valori occidentali? Valls pensi piuttosto a riorganizzare intelligence e forze dell’ordine per impedire ulteriori attentati terroristici e lasci le donne libere di vestirsi o svestirsi come vogliono.

La palma del peggiore spetta peraltro come al solito al “nostro” Salvini, il quale non si perita di invocare la”pulizia etnica” contro migranti e rifugiati, minacciando di andare all’assalto degli alberghi che ospitano i derelitti in fuga da guerra,terrorismo, fame e miseria. Per giunta lo ha fatto indossando indebitamente una maglietta della Polizia di Stato. In crisi politicamente, come dimostrato in modo inequivocabile dalle recenti elezioni amministrative, Salvini tenta la carta della sovversione aperta, e dimostra di essere una pessima caricatura di Trump, a sua volta caricatura di Berlusconi. Insomma, una caricatura al cubo. Nell’Italia in cui vige ancora, nonostante il tentativo di Renzi ed altri di minarne le basi, la Costituzione repubblicana, un simile appello senza precedenti va respinto al mittente senza alcuna esitazione. Il leader leghista rappresenta l’autentica quinta colonna dei fondamentalisti islamici in Italia e si è permesso anche di insultare e minacciare un’autorità competente e intelligente come il prefetto Morcone, nonché di dare dello scafista a Mattarella. Usque tandem?

Occorre mobilitarsi in modo pacifico ma determinato contro i razzisti per difendere il diritto alla sicurezza e alla vita di migranti e rifugiati. Espressioni come “pulizia etnica”evocano le pagine peggiori della recente storia europea e mondiale. Episodi come Sebrenica, dove migliaia di bosniaci inermi vennero torturati e uccisi dalle bande paramilitari dei cetnici. Solo Salvini poteva far ricorso a un’espressione del genere per motivare le azioni violente cui intende ricorrere. Ma l’ignoranza, come al solito, non costituisce una scusante e andrebbe perseguito legalmente per istigazione all’odio.

Come affermato dalla segretaria dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, Lorena La Spina, “E’ gravissimo indossare la nostra maglia per invocare addirittura una pulizia etnica che ci riporta indietro a una delle pagine più oscure e dolorose del nostro paese”. Salvini in effetti andrebbe denunciato e perseguito anche per vilipendio delle Forze dell’ordine o quantomeno per diffamazione ai loro danni. Negli attuali difficili frangenti della vita nazionale e internazionale, le Forze dell’ordine sono chiamate a svolgere una funzione difficile e delicata e di tutto hanno bisogno tranne che di un arruffapopoli che tenta goffamente di intestarsele agitando parole d’ordine di stampo nettamente razzista. In sostanza invocando la pulizia etnica Salvini invoca un crimine contro l’umanità, una soluzione finale di hitleriana memoria che faccia “piazza pulita” della moltitudine di disperati che chiedono solo di sopravvivere. Laddove invece il dovere dell’accoglienza deve costituire la premessa ineludibile di un ordine migliore e più umano sia su scala nazionale che internazionale.

Il triste e nefasto ping-pong fra razzisti occidentali e terrorismo fondamentalista, che tentano di gonfiarsi a vicenda, va arrestato, conducendo la necessaria opera di prevenzione e messa in sicurezza del territorio ma anche mettendo fuori legge e perseguendo ogni esaltazione della violenza, del genocidio e della pulizia etnica,da qualsiasi parte essa provenga.