In principio furono le fotografie in bianco e nero con prosperose signorine a mostrarsi di tre quarti. Poi arrivarono le riviste di vario grado e scopritura (da Blitz a Le Ore) e i vhs clandestini nascosti tra una costina di Benni e una di Saramago. Bei tempi, anzi tempi dilatatissimi. Per masturbarsi, of course. Con il web tutto è cambiato e la nuova indagine di Pornhub descrive l’accelerazione dell’autoerotismo con la consueta puntualità di dati e dettagli. Come ad esempio la durata media della permanenza sul loro sito che è di 9 minuti e 20 secondi, con 9 video cliccati. Sono stati quei ragazzacci di Vice.com a stuzzicare per l’ennesima volta il portale più seguito di pornografia online gratis con l’impellente domanda: “quale tipo di video fa arrivare all’orgasmo più velocemente?”. Chiarendo che si tratta di semplici statistiche, e che la verifica sull’effettivo raggiungimento di un personalissimo godimento è del tutto da confermare, Pornhub non ha lesinato in categorie e sottocategorie.

Ecco allora che la categoria su cui gli utenti passano più tempo è “young/adult”, ovvero l’atto sessuale consumato tra un uomo maturo, generalmente tra i 40 e i 50 anni, e una ventenne. Secondo Pornhub, questa categoria, seguita da “mature”, “gay” e “amateur” sarebbe la più frequentata dagli utenti over 65, quelli più anziani che seguono con assiduità il sito, e che rimangono online oltre i 9 minuti e venti secondi di media del sito arrivando a circa 11 minuti e mezzo di permanenza. In tempo, appunto, di fretta digitale, un’eternità. “E’ normale che gli uomini più vecchi ci mettano un po’ di più a raggiungere l’orgasmo”, ha spiegato Bryant Paul, professore dell’Indiana University e collaboratore del Kinsey Institute, interpellato da Vice.com.

“Inoltre possiamo dedurre che gli uomini più anziani non siano troppo in grado di saltare da un video all’altro o di interromperlo subito quando hanno finito, non essendo in generale esattamente a loro agio con la tecnologia”. Tra l’altro la forbice entro cui Pornhub certifica la durata media della permanenza sul proprio sito, che Vice legge necessariamente come quella in cui si raggiunge l’orgasmo dopo la masturbazione, si esce dal sito e si clicca sul New York Times per le ultime notizie, è tra i sette minuti e mezzo e gli undici minuti e venti. Fanalini di coda, quelli da sette minuti e poco più di permanenza risultano invece le categorie “redhiron maindenead”, “hentai”, “blonde”, “college”, “small tits”. Anche qui nulla è dato sapere in merito al fatto se la velocità di visione sia dovuto all’utente che si soddisfa volontariamente godendosi il più possibile lo spettacolo, o perché i video di quella categoria sono poco appetibili e si rimane il tempo di un amen.

Altri dati interessanti riguardano sempre l’oscillazione dalla media di permanenza sul sito di 9 minuti e 20 secondi tra categorie apparentemente vicine. Si rimane a guardare i video “ebony” il 34% in più che quelli “latina”, quelli “gay” più a lungo del 20% di “lesbian”, “mature” più 10% che “teen”, “orgy” più 9% che “threesome”. Le donne (il 24% degli utenti di Pornhub ndr) rimangono più a lungo degli uomini sul sito per circa un minuto oltre la media. Si soffermano molto di più degli uomini sulla categoria “hentai”, su “squirt”, “blonde”, “amateur”, e “lesbian”. Picchi bassi di visione (quasi due minuti in meno della media) per le categorie “handjob”, “solo male”, “orgy”, “gangbang”. Infine la rilevazione che tutti aspettavano, quella sulle nazionalità. Ebbene chi rimane maggiormente su Pornhub sono i giapponesi con 11 minuti e 19 secondi di media. Seguono gli arabi con 10 minuti e mezzo, gli utenti delle repubblica Ceca e gli indiani sui nove minuti e mezzo quindi poco sopra la media. Gli italiani? Abbastanza sbrigativi come i colleghi europei francesi e tedeschi: 8 minuti e 38 secondi. Tra le ultime posizioni i fautori della Brexit: sono gli utenti inglesi infatti ad uscire dal sito di Pornhub dopo 8 minuti e 27 secondi.