Niente bail in. Almeno “per il momento”. Dalla riunione del G20 di Chengdu, in Cina, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha escluso “che per il momento sia necessario” ricorrere alla ripartizione dei costi dei salvataggi bancari tra azionisti e obbligazionisti subordinati. E allo stesso tempo, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco minimizza il problema dei crediti deteriorati delle banche italiane, che hanno in pancia oltre 200 miliardi di sofferenze lorde, bollando come “una grande esagerazione” le allarmanti copertine sul tema del settimanale britannico Economist. Intanto il 29 luglio gli stress test rischiano di affossare Monte dei Paschi di Siena, alla quale la Bce ha chiesto di liberarsi al più presto di 10 miliardi di crediti deteriorati.

In questo contesto, il ministro dell’Economia si mostra ottimista. “Con la Commissione europea abbiamo da tempo dialogo molto costruttivo riguardo alla definizione pratica dei gradi di flessibilità che, all’interno della normativa sul bail in, si possono ottenere. Quindi siamo fiduciosi”, spiega Padoan, che dall’ultima riunione dell’Ecofin è tornato con un nulla di fatto. E ha aggiunto: “Ribadisco quello che il presidente del Consiglio e io stesso abbiamo ripetuto in queste settimane: il risparmio sarà totalmente garantito”.

Il ministro, di fronte ai partner interna ha minimizzato il pericolo per gli istituti di credito nazionali. “Non c’è alcun rischio, il sistema delle banche italiane è solido – ha detto Padoan -Naturalmente sta venendo fuori dopo una lunga recessione costata il 10% in termini di Pil e naturalmente l’Italia è una economia basta sul credito, cosa che si riflette poi sui bilanci delle banche”. E ancora: “Ad ogni modo ci sono pochi casi critici che sono stati circoscritti e risolti con un processo di mercato”.

Anche il governatore di Bankitalia non sembra preoccupato dai problemi degli istituti italiani. Tutti i presenti al G20, ha detto Visco, “vedono le copertine dell’Economist che sono una grande esagerazione, non capiscono qual è il problema”. L’autorevole settimanale britannico aveva raffigurato l’Italia come un bus sull’orlo di un baratro, mettendo in dubbio la sopravvivenza dell’euro. “Si parla di questi dati aggregati (sui crediti deteriorati, ndr) che sono francamente sbagliati perché la maggior parte di questi ha a fronte garanzie importanti”, ha aggiunto.

Intanto, i ministri delle Finanze del G20 hanno spiegato che “la ripresa globale continua ma resta più debole di quanto desiderabile”. I big del pianeta hanno sottolineato le incertezze che derivano da terrorismo, crisi dei rifugiati e Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea: c’è ancora “un ambiente di rischi al ribasso”, marcati da oscillazioni dei prezzi delle materie prime e da bassa inflazione in molti Paesi. “L’eccesso di volatilità e i movimenti disordinati sul cambi valutari”, segnala il documento finale del G20, possono avere un impatto sulla stabilità economica e finanziaria.