Novemilaottocentonovantacinque euro al mese: è lo stipendio del parrucchiere personale del presidente francese François Hollande. A rivelarlo, nell’ultimo numero uscito mercoledì 13 luglio, è il noto giornale satirico Le Canard enchaîné. Monsieur Olivier B. è stato assunto con la qualifica di “coiffeur personale del capo dello Stato”, per l’intera durata del mandato di Hollande. Nei cinque anni in cui il leader socialista soggiornerà all’Eliseo (che si concluderanno nel 2017), il danaroso parrucchiere accumulerà un reddito lordo di 593.700 euro, a cui vanno aggiunti “eventuali indennità di residenza” e “altri vantaggi familiari”.

Non sono ancora arrivate repliche ufficiali del presidente, ma secondo Le Canard enchaîné l’Eliseo ha confermato la cifra in questione, specificando però i doveri del coiffeur dell’Eliseo: “Olivier B. comincia a lavorare molto presto al mattino, con un orario molto ampio. Pettina il presidente ogni mattina e ogni volta che si renda necessario, a ogni intervento pubblico di Holland, week-end compresi”. Il contratto che lo lega al cittadino più potente di Francia è un contratto di esclusiva assoluta, tanto che, come ha fatto sapere l’avvocato dell’uomo, “ha dovuto chiudere il salone che gestiva nel 17esimo arrondissement della capitale francese: “Non si è mai fatto sostituire, è a disposizione del presidente 24 ore su 24, ha perso la nascita dei figli, le loro operazioni…”.

Secondo Le Canard, poi, l’articolo 5 del contratto di lavoro obbliga monsieur Olivier a “osservare, durante il periodo di contratto e dopo la scadenza, il segreto più assoluto sui lavori che avrà effettuato o sulle informazioni che avrà raccolto”. Clausole molto strette, a quanto pare, per un lavoro che comunque sembra ben remunerato. Anche perché, a prescindere dall’ovvia disponibilità 24 ore su 24, il presidente francese non sembra avere una chioma tale da richiedere particolare impegno o lunghe sedute di lavoro.

Come se non bastasse, poi, la rivelazione di Le Canard arriva proprio nel periodo peggiore per la popolarità di François Hollande, con le proteste infuocate contro la “loi travail” e alla vigilia della volata lunga che porterà, il prossimo anno, a scegliere il nuovo inquilino dell’Eliseo. Un caso che è diventato subito un hashtag su Twitter (#coiffeurgate), e proprio sul social dei cinguettii ha deciso di esporsi Valerie Trierweiler, giornalista ed ex compagna (tradita) del presidente: “Hollande non era al corrente dello stipendio del parrucchiere. Posso testimoniare la sua rabbia quando lo ha saputo successivamente”.

Se lo dice la Trierweiler, che da quando la liaison presidenziale è finita tra tradimenti e fughe in scooter non per occasione per randellare Hollande, forse c’è da crederci davvero. Resta il fatto che in un periodo difficile per l’inquilino dell’Eliseo (il tasso di fiducia dei francesi si assesta a un desolante 12%), il caso coiffeur rischia di uccidere (politicamente) un uomo (politicamente) morto. E infatti sono già arrivate le prime dichiarazioni degli avversari. Secondo Sébastien Huygue, portavoce dei Républicains (il partito dei centrodestra che spera di tornare all’Eliseo il prossimo anno), si tratta di “rivelazioni scioccanti. Un delirio assoluto”. Ma le critiche arrivano persino dall’interno del Partito socialista, che sta tentando disperatamente di reagire a un crollo di consensi di dimensioni enormi e che il prossimo anno non vuole assistere da spettatore a un eventuale ballottaggio Sarkozy-Le Pen.