Le regole del delitto perfetto, orrida traduzione italiana del titolo originale How to get away with murder, è una delle serie televisive migliori degli ultimi anni. Merito di una monumentale Viola Davis nel ruolo della protagonista Annalise Keating, merito di un cast di giovani particolarmente azzeccato, merito di un intreccio thriller che tiene incollati fino all’ultimo secondo.

Due stagioni già andate in onda in America, tanti premi e nomination accumulati (due Primetime Emmy e un SAG Award per la Davis) e milioni di fan in tutto il mondo che seguono in maniera compulsiva i continui colpi di scena di un capolavoro televisivo. How to get away with murder è uno dei prodotti di punta di ShondaLand, la casa di produzione fondata da Shonda Rhimes, regina incontrastata delle serie tv americane e “mamma” di successi globali come Grey’s Anatomy e Scandal, e in Italia è arrivato grazie a Fox, il canale pay del bouquet Sky che ha già mandato in onda le due stagioni fin qui prodotte.

Venerdì 8 luglio, però, le vicende dell’avvocato Keating e del gruppetto bene assortito di studenti di legge pieni di segreti e bugie, sono finalmente arrivate su RaiDue, in chiaro, per un pubblico generalista. E visto a cosa ci hanno abituato le fiction italiane, non può che essere una bella notizia.

Purtroppo, quella che nelle intenzioni della nuova Rai renziana dovrebbe essere la rete giovane per eccellenza di viale Mazzini, si è resa protagonista di una censura che ha scatenato le polemiche dei fan della serie, soprattutto sui social network. Tra i personaggi centrali delle vicende narrate dalla serie, infatti, c’è Connor Walsh, studente di legge bello e spregiudicato. Gay, anche. Ma ormai potremmo e dovremmo archiviare quest’ultima caratteristica come un dettaglio. Nel corso delle prime puntate, il formidabile gioco di flashback e flashforward tipico della serie mostra l’incontro tra Connor e Oliver, gay nerd e genio dell’informatica, che diventerà presto il suo ragazzo. Come in ogni storia d’amore che si rispetti, che sia sullo schermo o nella vita reale, il suggello arriva con una notte d’amore appassionato, ovviamente, e Connor e Oliver non fanno eccezione. Quei pochi secondi di sesso omosessuale evidentemente sono troppo “rivoluzionari” per la rete giovane della televisione pubblica italiana, che li ha clamorosamente cancellati. Censura in piena regola, in nome di non si sa cosa, visto che le scene simili di sesso eterosessuale non vengono sfiorate dalle timorate forbici di viale Mazzini.

È necessario ricordare, inoltre, che le prime due puntate della prima stagione di How to get away with murder sono state viste, in America, rispettivamente da 14.120.000 e 11.940.000 spettatori sul network ABC. Non su un canale di nicchia per un pubblico gay, nossignore. Sull’incredibilmente mainstream ABC.

La polemica è montata in rete in poche ore, scatenando le ire di chi, a prescindere dallo sfregio “artistico” a una serie televisiva che è un vero capolavoro, difende innanzitutto un principio, un’idea. Perché censurare scene di sesso gay, visto che di sesso in tv ce n’è anche troppo? Non è il sesso, il problema. È l’aggettivazione “gay”, che evidentemente è troppo per la televisione generalista italiana. Pete Nowalk, ideatore di How to get away with murder, subito allertato dai fan italiani, ha cinguettato per far sapere di essere “scioccato e deluso”.

Così come Jack Falahee, l’attore che interpreta Connor, che ha retwittato un tweet italiano che smascherava il taglio delle scene e ha commentato con un semplice ma eloquente: “Damn, this is crazy” (“Dannazione, è assurdo”).

Sarà assurdo anche per Ilaria Dallatana, da poco direttore di RaiDue e molto impegnata in una operazione di ringiovanimento radicale della rete? Questa la sua replica dopo le polemiche: “Non c’è stata nessuna censura, semplicemente un eccesso di pudore dovuto alla sensibilità individuale di chi si occupa di confezionare l’edizione delle serie per il prime time. Capisco l’irritazione, ma mi preme far notare che dopo anni e anni di serie esclusivamente poliziesche, Rai Due ha cominciato a proporre titoli di diverso contenuto, quali Le regole del delitto perfetto e Jane the Virgin, che tratta di maternità surrogata. Anche queste polemiche ci aiutano a prendere le giuste misure per il futuro. Come dimostrano anche le scelte fatte per i nuovi palinsesti, Rai2 sarà sempre più sensibile alla complessità del mondo contemporaneo”. Lo stesso concetto espresso poche settimane fa, presentando i palinsesti per la prossima stagione. In quell’occasione Dallatana, Campo Dall’Orto e tutti gli altri dirigenti Rai avevano promesso rivoluzione, innovazione, modernità. C’è da lavorare.