Tutti contro Novak Djokovic. Anche il tabellone. Wimbledon 2016 ha il suo favorito, che è sempre lo stesso. Ma stavolta non mancano gli sfidanti. A partire dal re dell’erba, Roger Federer, che insegue il sogno di un ultimo, ennesimo Slam (anche se in condizione fisica forse troppo precaria): l’incrocio con lo svizzero, che nel 2014 e nel 2015 è stato l’ultimo atto del torneo, quest’anno arriverebbe già in semifinale. Ma occhio perché da quel lato ci sono anche Milos Raonic e Philipp Kohlschreiber, molto prima delle grandi sfide: l’eventuale semifinale con Federer, o la prevedibile finale contro Andy Murray, che forse sull’erba di casa ha più chance di batterlo che su qualsiasi altra superficie.

All’ultimo Roland Garros l’urna era stata decisamente benevola nei confronti di Djokovic: gli aveva concesso un percorso fin troppo semplice, praticamente senza problemi fino alla semifinale. Infatti il serbo ha ceduto appena un set in tutto il torneo. E questo probabilmente ha inciso anche sulla finale, dove è arrivato riposato e ha superato Murray in rimonta per 3-1. Stavolta è andata diversamente. Il numero uno del mondo dovrà faticare per arrivare fino in fondo e inseguire lo storico Grande Slam. Federer già in semifinale, il canadese Milos Raonic (bombardiere che sull’erba, se in giornata, può risultare davvero pericoloso con il suo servizio) nei quarti. Ancora prima, agli ottavi, la testa di serie designata sarebbe David Ferrer. Ma non sarebbe una sorpresa se al suo posto ci fosse Philipp Kohlschreiber: il tedesco è uno dei giocatori più belli da vedere del circuito e sul verde si trova particolarmente a suo agio; ha fatto i quarti a Halle (dove si è ritirato, da verificare le condizioni fisiche) e finale a Stoccarda. Forse è lui la vera insidia per Djokovic. Più di Raonic, forse persino di Federer. Il serbo, che dopo Parigi ha completamente staccato la spina e non ha giocato neanche una partita di avvicinamento ai Championships, può soffrire soprattutto all’inizio del torneo, sull’erba alta, contro specialisti e outsider. Per questo forse dev’essere comunque contento di un sorteggio che non gli ha riservato erbivori puri nei primissimi turni. Debutterà contro l’inglese Ward, n. 177 del ranking, che a Londra non è mai vinto più di due partite di fila.

È un’incognita totale, invece, il torneo di Roger Federer. Tutti sognano di vederlo alzare ancora una volta il trofeo che più volte ha vinto in carriera (sette, fin qui: record assoluto in condivisione con Renshaw e Sampras). La realtà dice che il tempo passa e a 35 anni lo svizzero non è mai stato così in difficoltà: un infortunio lo ha menomato a Roma e costretto al forfait a Parigi, al rientro è stato sconfitto sia a Stoccarda che a Halle (dove non perdeva un match dal 2012).  Già vederlo arrivare alla semifinale contro Djokovic, insomma, sarebbe un mezzo miracolo. Anche se il sorteggio è stato clemente e almeno fino ai quarti (in teoria contro Nishikori, ma occhio a Karlovic e Muller) non ci sono grossi ostacoli: la classe potrebbe prevalere sui problemi dell’età. In teoria, il vero rivale del serbo sarà ancora Andy Murray. Ma attenzione: il cammino dello scozzese è ricco di tranelli. E non soltanto il possibile quarto di finale contro Richard Gasquet, francese bello e impossibile che a maggior ragione dopo l’ultimo Roland Garros sembra condannato a non vincere mai. Negli ottavi Nick Kyrgios, giovane, istrionico e prepotente, è uno dei clienti peggiori da incontrare (anche se contro Murray, gran ribattitore, ha sempre perso). Da quelle parti poi, oltre al giovane Thiem, ci sono tutta una serie di maestri del serve&volley (Feliciano Lopez, Dustin Brown, lo stesso Tsonga) che promettono spettacolo. Il tabellone è suggestivo, perché Wimbledon è imprevedibile. E la sensazione è che quest’anno non mancheranno le sorprese.

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