Rigorosamente sempre nuda. Se c’è un tratto distintivo della 33enne artista svizzera Milo Moiré, che qualche giorno fa con la sua performance The Mirror Box si è fatta titillare capezzoli e vagina dalle persone incontrate per strada a Londra, è quello di esibire un corpo da modella in tutta la sua originaria bellezza con una compostezza e rigore davvero encomiabili. Il proprio corpo senza veli mostrato in piazze, strade e cortili, in mezzo ai passanti. La ragazza, laureata in psicologia, ha iniziato con le sue performance outdoor nel 2013 e ne sono bastate un paio per far trasalire lo spettatore coinvolto, attirare riflettori del web e gestori di spazi museali, come a far incazzare la polizia. In principio fu The Script System numero 1. BelsenPlatz, Dusseldorf, tarda e fredda primavera. Alla fermata del tram appare Milo nuda, con l’aggiunta di occhiali e borsetta sulla spalla. Al posto dei vestiti sul corpo ha delle scritte in pennarello nero: “bra” sui seni, “jacket” sulle braccia, “t-shirt” sulla pancia, “Slip” sul pube, e “Pant” sulle cosce. Sale e scende dai bus. Non si registrano svenimenti o aggressioni verbali. Qualche sguardo però sì. Ma soprattutto una quantità di macchine fotografiche e smartphone a registrare frammenti di un’improvvisa apparizione on the road. Dietro all’operazione Script System c’è il fidanzato fotografo Peter Palm. Milo ripeterà l’esperimento nel 2014, questa volta a Basilea, e i risultati saranno pressoché identici.

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Nella società contemporanea c’è questa ambivalenza: la nudità è onnipresente, ma, allo stesso tempo, viviamo in un contesto sociale senza corpi. Nella nostra era digitale l’esperienza fisica conta meno ed è stata sostituita da processi mentali. Voglio rendere le persone di nuovo consapevoli della loro fisicità, fargli sentire i loro punti di forza e quelli di debolezza fisica. Il corpo influenza molto la mente, e viceversa”, ha spiegato la ragazza dopo la seconda performance in Svizzera. Nel 2015 però una nuova performance attorno all’universale quesito del  se è nato prima l’uovo o la gallina Con una risposta: sicuramente è nata prima Milo Moiré. Eccola infatti davanti al palazzo dei congressi di Colonia durante i giorni di Art Cologne, la più importante mostra d’arte contemporanea europea. Milo è come al solito nuda, in piedi su un marchingegno che ricorda le scalette metalliche orizzontali degli imbianchini. Pancia e pube sono coperti da un telo bianco. Ad un certo punto il telo si apre, e la ragazza si appoggia con un piede su un marchingegno e con l’altro piede sull’altro marchingegno che sta parallelo. In piedi lassù per aria è ora nuda e a gambe aperte. Inoltre spinge i muscoli addominali come se dovesse espellere qualcosa dalle sue parti basse. All’improvviso ecco cadere dalla sua vagina delle uova che poi fracassandosi a terra su una tela bianca fanno diventare il telo una specie di quadro alla Pollock.

La performance si intitola Plop Egg, sottotiolo alla D.W. Griffith A Birth of a picture. Molti giornali inglesi l’hanno presa parecchio in giro, e sul Guardian se la sono pure ridacchiata rievocando le performance di arte contemporanea presenti ne La Grande Bellezza di Sorrentino. “L’estetica gioca un ruolo importante nella tecnica”, ha spiegato Moiré. “Io non vivo da eremita e non mi escludo della società”. Altro giro e altra nudità. Questa volta siamo al Trocadero di Parigi in mezzo ai turisti che si fotografano con sullo sfondo la Torre Eiffel. Lei è nuda e si fa fotografare di fianco ai turisti come fosse un’amica incontrata per caso. L’opera, se di opera si tratta, non ha titolo, ma l’arresto dei gendarmi è vero. Infine Trafalgar Square, il Mirror Box e ancora arresto e multa in sterline. Dicono che sia una protegè di Marina Abramovic. Intanto sul web fioccano i commenti. In parecchi contestano un aspetto evidente: i seni rifatti. Allora forse le performance di Milo Moiré qualche motivo di esistere ce l’hanno.