Dopo aver dominato per 23 ore e 57 minuti, lo psicodramma Toyota si consuma a poco più di due minuti dalla fine di una 24 ore di Le Mans di cui si parlerà a lungo. Sul rettilineo che immette sulla linea del traguardo di quello che sarebbe stato l’ultimo giro del circuito de la Sarthe, la Toyota TS050 ibrida di Kazuki Nakajima (ma anche di Davidson e Buemi) ha cominciato a balbettare, arenandosi definitivamente pochi metri dopo. E lasciando la vittoria alla Porsche 919 Hybrid del team formato dallo svizzero Neel Jani (al volante proprio in quel momento), dal francese Roland Dumas e dal tedesco Marc Lieb.

Proprio quest’ultimo, sportivamente ha dedicato il primo pensiero agli “sconfitti”: “mi dispiace per i ragazzi nell’altro garage, avevano meritato di festeggiare come stiamo facendo noi. Quel che è successo è incredibile, questa gara avrebbe dovuto avere due vincitori“. Il problema che ha fermato la Toyota? Si parla di una perdita di potenza del powertrain ibrido. Con la conseguenza più probabile, e tragicomica allo stesso tempo, che sarebbe finita la benzina.

Proprio così, l’imponderabile che prende forma e si fa beffa di manipoli di ingegneri e specialisti alle prese con calcoli ed equazioni. Freddezza matematica, che stride maledettamente con gli occhi lucidi dei meccanici e dei piloti del team giapponese. L’ennesima beffa negli ultimi anni, che il secondo posto dell’altra Toyota, la numero 6 guidata da Sarrazin-Conway-Kobayashi, non contribuisce certo a lenire. Il podio della categoria delle vetture più potenti, la LMP1, è stato completato dal terzo posto dell’Audi numero 8 di DiGrassi-Duval-Jarvis, che ha dovuto rincorrere per tutta la gara.

FORD GT

Nella categoria GT Pro ha tenuto banco il duello tra Ford e Ferrari. Alla fine l’ha spuntata la velocissima (e bellissima) GT di Bourdais, Hand e Müller, che si è imposta sulla 488 Italia del trio Fisichella, Vilander e Malucelli. Terzo posto ancora per una Ford GT, quella di Dixon-Briscoe-Westbrook. La casa americana ha dunque festeggiato degnamente il suo ritorno a Le Mans, dopo cinquant’anni, battendo ancora la Ferrari. Per farlo, l’investimento sarebbe stato superiore ai 100 milioni di dollari.