La Sicilia continua a bruciare, ma la situazione – a 24 ore dall’emergenza – è sotto controllo, dice il ministero dell’Interno. “Se venisse accertata la responsabilità di persone che buttano questo odio addosso alla Sicilia e ai siciliani – assicura da Palermo il ministro Angelino Alfano – la reazione sarà durissima”. Una linea auspicata anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che – da siciliano – “confida in una rigorosa azione volta ad accertare le cause degli incendi”. Il capo dello Stato ha anche puntualizzato che “le istituzioni devono garantire l’efficace e capillare impiego di tutte le risorse disponibili e occorre verificare l’efficienza dei meccanismi di prevenzione”. Il riferimento è probabilmente anche ad alcune polemiche avvenute durante i soccorsi di ieri. Intanto escono i dati allarmanti di Legambiente che anticipa parte del rapporto Ecomafia 2016: secondo l’analisi dell’associazione ambientalista gli incendi boschivi sono in aumento anche per mano di piromani, ecocriminali ed ecomafiosi. Nel 2015 gli incendi sono aumentati del 49 per cento rispetto all’anno prima, per un totale di 37mila ettari. Più del 56 per cento dei roghi si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso.  “Dobbiamo essere onesti – ammette Alfano – Ci attende un estate di fatica ma siamo pronti a rafforzare la nostra presenza”.

Secondo il Viminale in corso ci sono ancora 184 interventi dei vigili del fuoco a fronte di 300-400 focolai, con circa 80 centri colpiti. “Il lavoro non si completerà oggi, si lavorerà per alcuni giorni – afferma il ministro Alfano – Ci attende un’estate di fatiche, noi siamo pronti e attrezzati, rafforzeremo la presenza e faremo quello che c’è da fare”. Secondo il ministro dell’Interno ieri ieri gli interventi sono stati 685 con circa 400 uomini tra vigili del fuoco e forze dell’ordine. “C’è uno Stato che funziona, che lavora con grande coesione. E’ importante dire che la situazione è sotto controllo, tutti gli incendi sono in fase di spegnimento” ha aggiunto Alfano.

Per fare la valutazione dei danni (che hanno coinvolto oltre alla vegetazione anche edifici e strutture turistiche), il ministro Alfano ha chiesto al prefetto di Palermo di organizzare una riunione col governo della Regione e con i comuni per fare il punto della situazione. “Se venisse accertata la responsabilità di persone che buttano questo odio addosso alla Sicilia e ai siciliani – scandisce Alfano – la reazione sarà durissima perché non sarà consentito a nessuno di rovinare la bellezza della nostra terra. Faremo di tutto per accertarlo, i nostri uomini delle forze dell’ordine hanno fatto le informative alle autorità giudiziarie di Termini Imerese e Palermo che hanno aperto un fascicolo. Si impegneranno al massimo per individuare i responsabili”. E’ il sindaco Leoluca Orlando a rilanciare una delle tante ipotesi al vaglio, quella dell’eventuale coinvolgimento nei roghi di qualche operatore forestale stagionale: “E’ ora di smetterla di pensare che atti di violenza possano garantire un posto di lavoro”.

Alfano, al termine della riunione tecnica, insiste sugli investimenti per nuove forme di tecnologie per controllare il territorio e per prevenire ulteriori danni. “In futuro dovremo usare ancora di più le tecnologie satellitari per capire cosa succede nei nostri territori e usarle come alleate per gli uomini che stanno sul campo. Non abbiamo registrato nessun danno irreparabile alle persone: una decina di case è stata distrutta a Cefalù, ci sono alcuni sfollati ma stiamo lavorando per loro”.