Le fiamme che per tutta la notte hanno bruciato ettari ed ettari di macchia mediterranea del litorale palermitano, in Sicilia, hanno raggiunto anche Palermo città, dove intorno alle 14 si sono registrati 46 gradi di temperatura. I vigili del fuoco hanno effettuato più di 650 interventi in 48 ore per contrastare gli incendi che stanno interessando le province di Palermo, Trapani, Messina e Agrigento. Una trentina i feriti, poco più di 30 gli incendi ancora in corso al 17 giugno. La Procura di Palermo acquisirà gli elementi raccolti dalle forze dell’ordine sugli incendi scoppiati in città per accertare se dietro alle decine di roghi divampati nelle ultime ore ci sia un piano criminale. La pista dolosa è quella privilegiata anche dalla polizia di Cefalù. Il dirigente del commissariato, Manfredi Borsellino, ha chiesto anche l’intervento degli uomini della Polizia Scientifica per fare dei sopralluoghi. Dai primi dati è emerso che numerosi incendi sono scoppiati in contemporanea.

Il fumo avvolge la città di Palermo, dove sono saltate – sono dati della Protezione civile – più di 15mila utenze elettriche in tutta la provincia. Nelle zone più vicine a Monte Pellegrino l’aria è irrespirabile. Diversi incendi sono infatti divampati anche sul monte che sovrasta la città: le fiamme, alimentate dal forte vento di scirocco che da ieri sera sferza il capoluogo siciliano, stanno abbracciando l’intera montagna. Il rogo lambisce anche il cimitero dei Rotoli e minaccia il Santuario di Santa Rosalia, che è stato evacuato.

Fuoco anche nel quartiere Vergine Maria, dove le fiamme lambiscono un distributore di carburante. Roghi nella zona di Partanna, in via Santocanale, e anche sul lungomare Cristoforo Colombo, nella zona dell’Addaura, dove ad essere minacciate sono diverse villette. Interessata dagli incendi anche via Sperone nella periferia est di Palermo. In un appartamento c’è stato un boato, forse provocato dallo scoppio di una bombola di gas. Dentro c’era un anziano che è stato soccorso dalla polizia e dal 118. Incendi anche nel rione Brancaccio, con diversi palazzi evacuati. In fiamme  diverse auto e alcuni pali della luce. La Prefettura ha istituito l’unità di crisi e la polizia municipale, in un tweet, ha invitato la cittadinanza a non uscire di casa se non strettamente necessario. I vigili del comando provinciale sono in azione con una ventina di mezzi e 85 uomini, ma soccorsi stanno arrivando da tutta l’isola. Intanto è polemica sui soccorsi: “In Sicilia non c’è una regia in caso di incendi per cui Protezione civile, vigili del fuoco e Corpo forestale operano senza raccordo, è un problema serio” dice l’assessore all’Ambiente della Regione siciliana, Maurizio Croce. “Ognuno di questi operatori – spiega – lavora su piattaforme informatiche diverse, per cui non c’è dialogo tra loro”. Poi la retromarcia: “La protezione civile sta garantendo il coordinamento”.

“All’autocombustione credono solo i bambini. È una favoletta. Soprattutto se si considera che ci sono state decine di incendi contemporaneamente. Non è possibile che tutta l’Isola prenda fuoco per caso nello stesso momento”. Lo dice il presidente dell’ente Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, vittima nei mesi scorsi di un attentato. “Noi, qui al parco – spiega – faremo la guerra ai piromani. Metteremo telecamere, controlleremo ogni centimetro e se se ne prenderà qualcuno, ci costituiremo parte civile”.

Ma gli incendi erano iniziati nella serata del 15 giugno nel palermitano. Più di 100 persone sono state evacuate fra Lascari, Cefalù, Madonie e sul litorale palermitano, a causa dei tanti incendi, che lambiscono gli hotel e i resort della zona, che il vento di scirocco ha alimentato nella notte. È pronto all’evacuazione l’ospedale di Cefalù. A causa di un incendio partito da Monte Caputo, a Monreale è stato evacuato l’asilo nido “Il Girasole”. Una cinquantina di bambini sono rimasti intossicati dal fumo e sono stati trasportati all’ospedale Ingrassia. Le loro condizioni non sono gravi. Anche diverse abitazioni sono state danneggiate dal fuoco. “Stanno tutti bene”, dice il sindaco di Monreale, Piero Capizzi. “La struttura è distante dal fronte del fuoco, ma si è deciso a scopo precauzionale di evacuarla e trasportare i bimbi in ospedale per un controllo. Le operazioni di spegnimento del rogo sono rese difficoltose dalle forti raffiche di vento – aggiunge il primo cittadino -, ma la situazione è sotto controllo”. Sulla natura dell’incendio Capizzi non ha dubbi. “È di matrice dolosa – spiega -, l’area non è stata scelta a caso perché nella zona c’è una fitta vegetazione. È il gesto vigliacco di incivili, che vanno assicurati alla giustizia”.

Ma numerosi incendi si sono sviluppati anche in provincia di Messina nei comuni che ricadono all’interno del Parco dei Nebrodi, come Santo Stefano di Camastra, Capo d’Orlando e Torrenova. “Certo, è una strana coincidenza che gli incendi siano iniziati esattamente 24 ore prima dall’avvio della campagna antincendio della Regione. E quando si sapeva che ci sarebbe stato un forte vento di scirocco. Insomma, non ci credo all’incendio casuale. Tutto questo ci lascia tristi, indignati e sgomenti”. Lo ha detto il Governatore siciliano, Rosario Crocetta commentando l’emergenza incendi nella Sicilia occidentale.

Chiusa in entrambe le carreggiate l’autostrada A20 Palermo-Messina tra gli svincoli di Buonfornello e Castelbuono, come anche la statale 113 tra Lascari e Cefalù. Le squadre di soccorritori sono intervenute anche all’interno della galleria Battaglia dell’autostrada, per aiutare alcuni automobilisti che erano rimasti bloccati a causa del fumo dell’incendio boschivo che aveva invaso il tunnel. L’Anas è stata costretta a chiudere anche la strada statale 116 Randazzo-Capo d’Orlando a causa di un incendio divampato in località Cresta, tra Naso e Capo d’Orlando, nel messinese. Per un incendio ai margini dell’autostrada, tra gli svincoli di Carini e Cinisi, chiusa in entrambe le direzioni l’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo. Roghi anche nella zona dell’Agrigentino, nel territorio di Favara, dove i vigili del fuoco sono impegnati dalla mattinata con 4 squadre nella zona industriale, e dove è coinvolto un capannone.

Il forte vento di scirocco, che dalla notte soffia sul palermitano, ha bloccato i due Canadair in azione dall’alba di oggi per tentare di spegnere alcuni degli incendi scoppiati ieri sera. “Purtroppo – spiega il Comandante dei Vigili del fuoco di Palermo, Giampiero Boscaino – il vento non ci permette di proseguire con i lanci dei Canadair, quindi al momento siamo stati costretti a fermare i voli”. La situazione più critica riguarda Collesano, nella zona limitrofa del Parco della Madonie, in cui stanno andando in fumo centinaia di ettari di macchia mediterranea. A Lascari invece sono state evacuate le scuole, alcune abitazioni e una casa di riposo. Gli altri comuni colpiti sono Bisacquino, Terrasini e Gratteri

“Il sistema è mobilitato, ora bisogna lavorare e sperare che il vento cali un po’, perché questo aiuterebbe le operazioni di spegnimento. E faccio un appello a tutte le persone ad avere un comportamento di attenzione al territorio”, ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. “Non sono in grado di dire se si tratti di incendi dolosi o meno, ma di per sè gli incendi non si creano da soli e soprattutto se nascono in più luoghi diversi”, ha aggiunto.