Djokovic-Murray e Williams-Muguruza: il Roland Garros 2016 è arrivato all’ultimo atto. Senza sorprese, con i più forti sulla carta e sul campo a giocarsi la corona di Parigi. I numeri uno del mondo si confermano tali e respingono il nuovo che avanza: Novak Djokovic rifila una sonora lezione di tennis a Dominic Thiem, campione di un futuro ancora lontano; Serena Williams fatica con la Bertens ma avanza comunque in due set. I più forti sono ancora loro, e arrivano da super favoriti anche alla finale, dove incontreranno i due rivali più accreditati: ovviamente Andy Murray, n. 2 del mondo che ha battuto in 4 set il campione uscente Wawrinka. L’unico anti-Djokovic possibile al momento, vista l’assenza di Federer e Nadal. Tra le donne, invece, Garbine Muguruza, “solo” n. 4 del tabellone ma in grande crescita: se la Williams batterà la giovane spagnola eguaglierà il record di 22 successi nello Slam di Steffi Graff.

A LEZIONE DA DJOKOVIC – C’era grande curiosità per la sfida generazione fra Novak Djokovic, dominatore assoluto del presente, e Dominic Thiem, il miglior talento del circuito, già n. 7 del ranking a 22 anni: ma la terra rossa parigina ha detto che il futuro può attendere. Anzi, hanno avuto ragione gli organizzatori a “relegare” il numero uno del mondo sul Suzanne-Lenglen, solo il secondo campo del complesso di Parc d’Auteuil. Più che a una partita, gli spettatori hanno assistito ad una lezione del maestro all’allievo. Piuttosto severa, visto che Djokovic ha concesso appena 7 game al giovane rivale. Forse l’austriaco è arrivato stanco al grande appuntamento (ma in fondo aveva giocato appena 3 set in più del serbo nel torneo), probabilmente un po’ appagato dal traguardo della prima semifinale Slam in carriera. Di fatto non c’è stata partita: quasi imbarazzanti i primi due set (6-2 6-1). Thiem ha avuto un sussulto ad inizio del terzo parziale, salendo anche 3-0. Ma poi si è fatto rimontare da Djokovic, che ha chiuso comodamente 6-4 in meno di due ore. Thiem viene rimandato a settembre (agli Australian Open; sull’erba di Wimbledon potrebbe fare fatica). Per il serbo si tratta della 20esima finale Slam in carriera (11 vinte): nei tornei Major, non perde esattamente da un anno. Proprio a Parigi, in finale contro Stan Wawrinka che nel 2015 lo ha privato dello storico Grande Slam.

MURRAY LO SFIDANTE – Stavolta in finale troverà Andy Murray. Lo sfidante più ovvio e più atteso, non solo per la testa di serie n. 2 di cui era accreditato, ma per i risultati in questa stagione sul rosso. Stan Wawrinka, campione in carica ma lontano dalla forma 2015, si arrende secondo pronostico in 4 set. Combattuto il primo, in cui lo scozzese concede 3 palle-break non sfruttate sul turno di servizio decisivo, prima di chiudere 6-4. Una formalità il secondo (6-2). Sotto di due set, Wawrinka si ricorda dell’impresa dello scorso anno e riesce quantomeno ad allungare il match, complice un calo di concentrazione dell’avversario, un rimbalzo fortunato e uno smash sbagliato da Murray. Ma i valori in campo sono abbastanza delineati: Wawrinka continua nella sua imprecisione cronica, tradito anche dalla voglia di strafare, Murray rimanda tutto dall’altra parte e gli strappa subito il servizio in apertura di quarto set. È il break che scava l’allungo decisivo. Murray raggiunge Djokovic e riporta la Gran Bretagna in finale a Parigi 79 anni dopo l’ultima volta (Bunny Austin nel 1937). Ma il peso della storia non può certo spaventare chi ha già riconquistato Wimbledon 77 anni dopo Fred Perry. I precedenti suggeriscono una sfida equilibrata: a Roma ha trionfato Murray, a Madrid Djokovic.

SERENA WILLIAMS PER LA STORIA – Prima degli uomini, sabato il Roland Garros 2016 eleggerà la sua regina: Serena Williams e Garbine Muguruza le pretendenti. Anche questa è la finale più logica. La numero uno del mondo ha regolato la sorpresa del torneo Kiki Bertens (neppure testa di serie) in due set, su un campo centrale ancora una volta quasi deserto. Partita un po’ in fotocopia al quarto di finale contro la Putintseva: dopo la solita falsa partenza (break in avvio), la Williams ripristina l’equilibrio, arrivando al tie-break. Stavolta però l’avversaria spreca malamente il set-point e cede il primo parziale. Stessa storia nel secondo: vantaggio olandese e rimonta della Williams fino al 6-4 conclusivo. Sabato la campionessa statunitense giocherà per conquistare il suo 4° Roland Garros, ma soprattutto il 22° titolo dello Slam, vittoria con cui eguaglierebbe il record di Steffi Graff. Tra lei e la storia ci sarà Garbine Muguruza, 22enne che ha piegato in due set (6-2 6-4) la vecchia Samantha Stosur (qui finalista nel 2010 contro l’azzurra Schiavone). La spagnola è forse la tennista più in ascesa del circuito: già l’anno scorso aveva raggiunto la finale di Wimbledon. Dove perse ovviamente da Serena Williams con un doppio 6-4. Ma attenzione: nel 2014 proprio la Muguruza aveva eliminato la Williams a Parigi. Comunque vada sarà una vittoria storica.

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