Tanta noia, troppa pioggia. E il Roland Garros 2016 rischia di essere un flop. Vuoi per le assenze di Roger Federer e Rafa Nadal, vuoi per un sorteggio che fin qui ha riservato vita facile al favorito Novak Djokovic (cinque partite dominate e appena un set lasciato per strada), quest’anno l’Open di Francia sta offrendo uno spettacolo deludente ai suoi tifosi. Che hanno risposto disertando le tribune dello storico complesso nel cuore di Parc d’Auteuil.

I numeri sono eloquenti: la prima settimana si è chiusa con un calo di 13mila biglietti rispetto a quelli venduti nel 2015. Non c’è stata una sola giornata in cui il dato di presenze abbia superato quello dell’anno precedente: si è partiti con un -1.483 nella domenica di esordio, per arrivare al picco di -2.745 sabato 28 maggio. Per la seconda settimana non ci sono ancora numeri ufficiali, ma la situazione non pare affatto migliorata. Neanche negli ultimi giorni, ora che il torneo sta cominciando ad entrare nel vivo: per il quarto di finale di Serena Williams c’era più di qualche posto vuoto sul Centrale, Thiem ha battuto Goffin tra pochi intimi sul Suzanne-Lenglen, nemmeno Djokovic è riuscito a fare il pienone contro Berdych. Per la conferma bisognerà aspettare i dati definitivi che verranno divulgati lunedì, a torneo concluso. Ma i tempi del record di pubblico nel 2014 (con 467.093 spettatori) sembrano lontani.

Le cause della fuga sono molteplici. Sicuramente ha giocato un ruolo importante l’assenza di Roger Federer (ancora il tennista più amato e seguito al mondo) e il ritiro di Rafa Nadal (idolo di Parigi, dove ha vinto nove volte). Senza di loro, e con un sorteggio che non ha riservato incroci pericolosi, il torneo fin qui è stato abbastanza monotono: con l’eccezione di qualche partita nei primi turni (i due incontri di Murray vinti al quinto set contro Stepanek e Bourgue, la maratona tra Baghdatis e Tsonga, quella tra Simon e Pella), le due settimane sono filate via senza grandi emozioni. E neppure sorprese, visto che le uniche sfide finite contro pronostico sono stati i successi di Gasquet su Nishikori e Ramos-Vinolas su Raonic. Il resto l’ha fatto il meteo, col peggior maggio parigino dal 1873. Ma la colpa non è solo della pioggia: anche la decisione degli organizzatori di non concedere il rimborso sul centrale (martedì Djokovic e Bautista Agut sono stati tenuti sul campo due ore e un minuto in condizioni pessime, proprio per superare il tempo minimo di gioco oltre cui non viene più restituito il costo del biglietto) ha scoraggiato i tifosi.

Così il Roland Garros 2016, una macchina da soldi che muove 300 milioni di euro ogni anno, stavolta rischia di essere un flop. Mentre gli altri tornei del circuito (come gli Internazionali di Roma, o Indian Wells) moltiplicano i propri accessi, Parigi perde spettatori. Una brutta botta per gli organizzatori, che soltanto nella giornata di lunedì in cui il programma è stato interamente cancellato per pioggia (era successo soltanto due volte nella storia degli Internazionali di Francia, nel 2000 e nel lontano 1930) hanno visto andare in fumo due milioni di euro di incasso, tra biglietti rimborsati e mancate spese commerciali negli stand. Anche le tv potrebbero chiedere la restituzione di una parte degli introiti versati per i diritti. Tutti inconvenienti che hanno riproposto l’urgenza della copertura della Campo centrale (che però difficilmente avverrà prima del 2020). Per risollevare le sorti dell’annata, gli organizzatori speravano in un exploit dei giocatori di casa: Tsonga si è ritirato subito, Gasquet (alla miglior stagione della carriera) è arrivato fino ai quarti ma poi si è spento sul più bello, perdendo nettamente da Murray. Restano due giorni per salvare il salvabile: a patto, però, che semifinali e finale (anche del tabellone femminile) regalino lo spettacolo che fin qui al Roland Garros 2016 è sempre mancato.

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