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Wimbledon 2013 a Murray. Dopo 77 anni spezzata la maledizione di Fred Perry

Battuto in finale in tre set il numero uno del mondo, Novak Djokovic. Murray è scozzese, ma è stato adottato dall'Inghilterra dopo anni di delusioni. Il trofeo mancava ai padroni di casa dal lontano 1936
Wimbledon 2013 a Murray. Dopo 77 anni spezzata la maledizione di Fred Perry
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La maledizione è finita. Andy Murray, dopo 77 anni dall’ultimo successo del mitico Fred Perry, ha riportato il trofeo di Wimbledon nel Regno Unito, dove mancava dal 1936. In finale ha sconfitto Novak Djokovic, il numero 1 del mondo, in 3 set: 6-4 7-5 6-4 il punteggio.  Una vittoria netta al termine di una partita combattutissima, in cui il beniamino di casa è riuscito ad avere la meglio grazie soprattutto ad una condizione fisica superiore.

Andy Murray è nato a Glasgow. Ma il popolo inglese l’ha adottato come fosse un figlio suo, dopo anni di delusioni. Su tutte quelle di Tim Henman a cavallo tra Anni Novanta e Duemila: avrebbe dovuto essere lui – paladino del serve&volley, che sui campi di Wimbledon è nato e cresciuto – a riportare a casa il trofeo. Al punto che a Wimbledon gli avevano persino dedicato una collina (la Henman’s Hill), dove i tifosi inglesi si riunivano per vedere al maxi-schermo le sue partite. Ma Tim non era mai riuscito ad andare oltre le semifinali. 

Poi è venuto Andy. Scozzese, in realtà, ma va bene lo stesso. L’anno scorso aveva già sfiorato l’impresa, perdendo in finale contro Roger Federer. Poi, contro lo svizzero si era preso la rivincita alle Olimpiadi di Londra, giocate e vinte proprio sull’erba di Wimbledon. Ma il tennis è uno di quei pochi sport in cui le Olimpiadi contano meno dei tornei che si svolgono nel corso dell’anno. E poi se non si gioca alla maglio dei 5 set non è un vero Wimbledon.

Tutto rimandato di un anno. Dopo la prematura eliminazione di Rafael Nadal e Roger Federer, Murray (ormai salito al numero 2 del ranking mondiale) era diventato il favorito d’obbligo di quest’edizione. E non ha tradito le attese. Nell’ultimo game sono servite ben 4  match point per avere la meglio di un indomito Djokovic: ha tremato la mano di Andy, ha tremato tutta l’Inghilterra, quando persino il nastro del campo centrale (il “nastro della Regina”), aveva favorito il serbo, facendo passare una palla che poteva riaprire la partita. Ma non è successo. 

Oggi, 7 luglio 2013, lo scozzese Andy Murray è campione di Wimbledon. Dopo 77 anni la maledizione di Fred Perry è spezzata. Più o meno. 

 

 

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