“I vitalizi dei parlamentari sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati”. Il presidente dell’Inps Tito Boeri torna ancora una volta all’attacco contro gli assegni percepiti dagli ex deputati e senatori. Oggi ci sono circa 2.600 vitalizi in pagamento, per un costo stimato in circa 190 milioni di euro, esclusi i vitalizi legati agli anni di servizio presso il Parlamento europeo o presso Consigli Regionali. “Applicando le regole del sistema contributivo, oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori italiani, all’intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40% scendendo a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro l’anno”, ha detto Boeri in audizione nella commissione Affari costituzionali della Camera.

Le casse dello Stato vedrebbero quindi le uscite scendere di 760 milioni nei prossimi 10 anni. “I risparmi derivanti dal ricalcolo contributivo salirebbero a circa 79 milioni se la correzione alla luce del ricalcolo contributivo avvenisse solo al ribasso, tenendo conto del fatto che per la stragrande maggioranza degli ex-parlamentari ha ricevuto un trattamento di favore rispetto agli altri contribuenti”. Per “117 ex-deputati e senatori con lunghe carriere contributive”, infatti, il ricalcolo “potrebbe comportare un incremento del vitalizio secondo i dati a nostra disposizione”. “Vi sono diverse gestioni in cui le pensioni effettivamente erogate sono significativamente superiori a quelle pagate coi contributi versati”, ma “in nessun caso il divario è così accentuato come nel caso dei vitalizi”, ha rincarato l’economista bocconiano.

“Supponendo poi che il rapporto fra vitalizi in essere e vitalizi ricalcolati sia lo stesso per i consiglieri regionali – ha aggiunto – il risparmio complessivo in caso di ricalcolo per l’insieme delle cariche elettive salirebbe a 148 milioni di euro circa per il solo 2016 (e circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni presi in considerazione dalle nostre simulazioni). Si tratta, dunque, di misure non solo simboliche, ma in grado di contribuire in modo significativo alla riduzione della spesa pubblica o al finanziamento di programmi sociali“. “Basti pensare che l’Asdi prevedeva per il 2015 uno stanziamento di 200 milioni per i disoccupati di lunga durata“.

In realtà, dall’1 gennaio 2012 anche per deputati e senatori è entrato in vigore il sistema contributivo. Il cavallo di battaglia di Boeri consiste nel proporre una sforbiciata anche nei confronti di coloro che hanno lasciato lo scranno prima di quella data dopo averlo occupato per almeno cinque anni e continuano a ricevere un assegno calcolato sulla base della permanenza in Parlamento e non dei contributi versati.