È morta per un attacco cardiaco in un ospedale di Miami, dove era ricoverata per una bronchite, l’archistar britannica di origine irachena Zaha Hadid. Sessantacinque anni, una laurea in matematica a Beirut e gli studi alla Architectural Association di Londra, la Hadid è stata la prima donna a vincere, nel 2004, il premio Pritzker, praticamente il Nobel degli architetti.

Personaggio carismatico, è stata più volte inserita in elenchi, liste e classifiche stilate da alcune tra le più importanti riviste del mondo: nel 2008, Forbes l’aveva inserita al 69esimo posto tra le 100 donne più potenti al mondo; nel 2010, Time l’ha definita “influential thinker”, mentre lo stesso anno per il britannico New Statesman Zaha Hadid era la 42esima persona più finluente al mondo.

Commander dell’Ordine dell’Impero Britannico nel 2002, Dama dello stesso ordine nel 2012, nel 2013 è stata scelta come una delle over 50 meglio vestite dal quotidiano inglese The Guardian. Tra i progetti più acclamati che portano la sua firma, il MAXXI di Roma (grazie al quale ha vinto il premio Stirling nel 2010), l’Aquatics Center di Londra (costruito per i Giochi Olimpici del 2012), l’Evelyn Grace Academy di Londra (anch’esso premiato con lo Stirling). In Italia, a parte il MAXXI, la Hadid ha firmato il Terminal Marittimo di Salerno, la Stazione Ferroviaria di Afragola, l’edificio Citylife di Milano.

Lo studio londinese dell’archistar di origine irachena conta quasi 250 architetti dipendenti e nel 2013 è stato considerato il 45° al mondo. Zaha Hadid è stato un architetto molto amato dal mondo della moda e dallo showbusiness: ha disegnato una collezione di calzature per Lacoste, ha collaborato in varie occasioni con Karl Lagerfeld e Chanel e ha firmato la scena del palcoscenico del Nightlife Tour dei Pet Shop Boys.