C’è davvero da rabbrividire a leggere di quanta e quale criminale incompetenza si siano resi colpevoli gli organi belgi preposti alla sicurezza, che con omissioni e incredibili leggerezze hanno reso possibili le stragi del 22 marzo. I terroristi erano già noti in quanto tali, avendo a loro carico numerosi precedenti in materia. Ciò nondimeno sono stati lasciati liberi di scorrazzare, organizzarsi e massacrare la gente comune. Verrebbe da pensare, applicando il noto aforisma andreottiano recentemente rievocato da Casini a proposito del caso Regeni (a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca), che i terroristi vengono lasciati liberi di compiere i loro infami propositi perché, creando un clima di panico e di insicurezza, fanno comodo al potere.

salvini non ho paura 675

Fatto sta che il titolare degli Interni in Belgio, contro il quale sono insorti anche i poliziotti che non accettano giustamente il ruolo di capri espiatori degli attentati, risulta essere tale Jambon (prosciutto), che è esponente del partito razzista di destra delle Fiandre, omologo della Lega Nord e analoghi obbrobbri sparsi per l’Europa. Costoro, a parole sollevano un gran polverone starnazzando impropriamente contro gli immigrati e i musulmani in genere, ma, sul piano dei fatti rilevano un’insipienza tale da costringere anche il più ingenuo dei commentatori a pensare male.

Del resto vari acuti commenti, da quello di Di Mauro su Internazionale a quello di Revelli sul manifesto, hanno giustamente messo in luce quanto convergano, nelle pratica, i propositi solo apparentemente opposti dello Stato islamico da un lato e dei sostenitori delle crociate antiislamiche e antimigrazione dall’altro, per intenderci Santanchè e Al Baghdadi, Gasparri e i colonnelli del Califfo. Gli uni e gli altri vogliono la stessa cosa, e cioè lo scontro tra civiltà, pensando, gli uni e gli altri, che solo in un contesto di guerra del genere potrebbero realizzare a pieno le proprie potenzialità politiche e ottenere, finalmente, il consenso delle rispettive opinioni pubbliche di riferimento sempre più frastornate e intimidite da attentati, bombardamenti ed esplosioni di odio.

A tale ultimo proposito, si rivela sempre più necessario contenere il ruolo dei social media come moltiplicatori di notizie false e seminatori di zizzania e incomprensione. In questo si rivelano maestri i gruppi razzisti. Sui pericoli dell’hate speech (discorso di odio) sta attirando l’attenzione il progetto Prism, coordinato dall’Arci con la partecipazione di varie organizzazioni accademiche e sociali appartenenti a vari Paesi europei (Francia, Italia, Regno Unito, Romania, Spagna) per il quale ho curato il Rapporto dedicato al quadro giuridico europeo e internazionale e che sta producendo un materiale informativo efficace e importante da opporre ai diffusori di odio promuovendo invece la conoscenza reciproca e la comprensione tra le culture.

Quest’ultima costituisce davvero l’arma strategica contro il terrorismo. Dobbiamo prendere esempio dai Kurdi della Rojava che combattono senza quartiere i terroristi, costringendoli a fuggire precipitosamente dalle terre che hanno occupato giovandosi dell’appoggio turco e saudita, ma al tempo stesso realizzano un sistema di governo profondamente democratico, multietnico e basato sull’uguaglianza di genere. Questo deve essere il modello dell’Europa.

Come ho già avuto modo di scrivere, il terrorismo si combatte con più democrazia. I profeti dell’odio e della limitazione delle libertà democratiche sono anche come dimostra il caso del ministro belga Prosciutto, i peggiori pasticcioni che con la loro incompetenza lasciano campo libero al terrore. Sarà un caso? Mah, viene da pensare che in fondo un po’ di caos faccia comodo a chi vuole imporre le proprie ricette autoritarie a popoli sempre più disorientati. Lascia molto perplessi, ad esempio, l’editoriale del direttore di Repubblica che associa impropriamente lotta all’Isis e approvazione del TTip. Così come la decisione delle autorità belghe di proibire la manifestazione convocata contro il terrorismo. Per non parlare della demenziale proposta di un editore austriaco di mettere fuorilegge l’Islam. Un popolo di pecore passive e assoggettate ai poteri forti, all’odio e allo scontro di civiltà, ecco il vero obiettivo dei terroristi. I quali vanno contrastati abbinando, come fanno i Kurdi, efficienza operativa e capacità di dialogo,inclusione ed egemonia sul piano culturale e sociale.