Nuova tranche di film in uscita nelle sale italiane, commentati e recensiti dal critico cinematografico Massimo Bertarelli nella sua rubrica settimanale Critical Max. Si inizia con il film irlandese “Room” di Lenny Abrahamson: “E’ un gran bel film e un giallo angosciante, incentrato su due protagonisti: una mamma e un figlio, che inizialmente lo spettatore potrebbe scambiare per una bambina perché ha i capelli lunghi. Dopo una ventina di minuti, che lasciano un po’ lo spettatore sconcertato in attesa che succeda qualcosa, appare anche un cattivo. E questo, secondo me, è il punto debole del film: questo cattivo è troppo cretino“.

Bertarelli commenta poi “Legend”, di Brian Helgeland (sceneggiatore di “Robin Hood”), con Tom Hardy e Chazz Palminteri: “Questo film è così così. E’ un gangster movie poliziesco, ambientato nella Londra della metà degli anni ’60. Si capisce che si tratta del 1966 da un’inquadratura della finale dei Mondiali tra Inghilterra e Germania. E’ la storia vera di due gemelli, Ronald e Reginald Kray, interpretati entrambi da Hardy. Il film è troppo violento, con un turpiloquio incredibile. Peccato, perché ha una stupenda colonna sonora“.

Si passa al film d’azione “Attacco al potere 2″, di Babak Najafi, con Gerard Butler, Morgan Freeman e Angela Bassett: “In genere mi vengono i brividi quando al titolo di un film viene attaccato un numero, come a dire che è una serie destinata a non finire. Questo film è identico al primo ‘Attacco al potere’ senza numeri. Insomma, ci sono tutte cose straviste e risapute, però credo che avrà un suo pubblico“.

Abbastanza positivo il giudizio del critico su “Suffragette”, film drammatico di Sarah Gavron, con Helena Bonham Carter, sulla storia del primo movimento femminista nella Londra del 1912: “Intanto, un’avvertenza: non fatevi ingannare dai nomi sulle locandine, perché Meryl Streep appare in scena solo per un minuto. La storia è benissimo ricostruita, anche nei costumi d’epoca, e si segue volentieri”.

Ultimo film della cinquina è “Regali da uno sconosciuto – The Gift” di Joel Edgerton: “E’ un giallo, nel cui trailer è stato tirato in ballo Hitchcock, ma, se lui fosse vivo, farebbe una querela. Qui c’è una discreta suspense, ma io definirei questo film molto più fumo che arrosto. E troppo tirato in lungo. Di buono c’è che non esiste una resa dei conti sanguinolenta, come spesso succede nei film di questo genere. Film passabile, ma quasi quasi”.
Nel finale, Massimo Bertarelli commenta le assegnazioni degli Oscar e osserva: “Di Caprio finalmente l’ha vinto per sfinimento dei giurati, in modo da non ritrovarselo, ottantenne, ancora a piatire un Oscar“.

Regia di Samuele Orini, testo di Gisella Ruccia, collaborazione di Simona Marfè