Una figura umana grigio chiara mummificata, piegata sul tavolino della sua barca, immobile e incartapecorita come le statue atterrite di Fuori Orario di Martin Scorsese. E’ stato ritrovato così il corpo del navigatore solitario tedesco, Manfred Fritz Bajorat, alcuni giorni fa nell’Oceano Pacifico, a 100 metri dalla costa filippina. A darne notizia con un laconico post su Facebook è stata la polizia del distretto di Barobo, nell’estremo Ovest delle Filippine.

FOUND DEAD PERSON-About 4:00 in the afternoon of February 26, 2016, personnel of Barobo PS received information from…

Pubblicato da Barobo Police Station su Venerdì 26 febbraio 2016

“Il pescatore Christopher Rivas e i suoi compagni di pesca hanno trovato un cadavere di un uomo non identificato dentro ad uno yacht che galleggia nell’oceano”, hanno spiegato le autorità sulla loro pagina social. E non ci sono volute nemmeno 24 ore per identificare la “mummia” del mare. Si tratta del signor Bajorat, 59 anni da Twistende, Nord Reno-Westfalia, scomparso nel 2005 mentre era in viaggio nei mari del mondo sul suo 13 metri Jeanneau Sun Magic yacht, altrimenti chiamato Sayo.

Non un viaggiatore sprovveduto, il povero Manfred, descritto dagli amici come un navigatore piuttosto esperto, che odiava il clima freddo continentale e per questo da una ventina d’anni aveva cominciato a prendere il largo prima con lo yacht Nina, poi con Sayo, per mezzo milione di miglia nautiche tra il Pacifico, l’Atlantico, i Caraibi, l’Oceano Indiano, il mar Mediterraneo, l’Egeo e il Baltico.

Il corpo di Fritz, in parte conservato dall’acqua salata e dell’umida aria di mare, è stato trovato seduto alla scrivania della nave vicino alla radio di bordo. La testa di Bajorat reclinata sulla spalla destra disegna la figura di una persona a riposo come se stesse facendo un pisolino. “Il modo in cui è seduto al tavolo mi fa presumere che sia stato colto da un attacco di cuore”, ha spiegato alla Bild il dottor Mark Benecke, esperto di medicina legale.

Nel frattempo, la polizia filippina ha ispezionato ogni angolo del Sayo ritrovando a bordo della barca alcune foto dell’uomo con la famiglia (la moglie è morta di cancro nel 2010 ndr) mentre sono in viaggio a Parigi e nel Lussemburgo. Tra i cassetti della barca non è stato ritrovato il portafoglio del navigatore, mentre gli oggetti di valore dello yatch sono tutti al loro posto tanto da far escludere alle autorità una rapina in alto mare. “Non ci sono prove di una seconda persona salita a bordo oltre la vittima”, hanno detto gli inquirenti, “il caso Bajorat è un’enigma per noi”.

L’immagine del corpo mummificato di Fritz ha però subito fatto il giro del mondo attirando la curiosità di molti proprio su come la salma sia rimasta intatta. Seduto dentro la cabina della barca Bajorat si è come protetto dall’assalto degli uccelli marini, dall’alta temperatura, dall’umidità e dalla salsedine. Se fosse caduto in acqua, probabilmente, la decomposizione lo avrebbe gonfiato e portato a galla in tre quattro giorni, poi alla putrefazione si sarebbero aggiunti gli effetti degli attacchi degli squali e dello sballottamento delle onde fino alla sua definitiva scomparsa. Nei mari freddi, invece, di corpi intatti dopo mesi dalla morte ne sono stati ritrovati diversi, spiegano i siti web tedeschi.

La mente dei lettori è così subito andata alle immagini delle celebri mummie scoperte nel recente passato. C’è lo Saltmen dell’Iran scoperto da un gruppo di minatori nelle miniere di sale di Chehrabad fuori dalla città di Zanjan nel 1993. Gli operai si imbatterono infatti in un corpo mummificato con i capelli lunghi e la barba, poi in altre mummie nel 2004 e nel 2005 risalenti con molta probabilità a 1700 anni fa. Ancora più antica e conosciuta è la mummia naturale europea chiamata “Otzi”, nota anche come Uomo del Similaun o Uomo del ghiaccio, i cui resti sono riemersi nel 1991 da un ghiacciaio nelle Alpi Venoste a 3200 metri tra l’Italia e l’Austria. Secondo gli studiosi Otzi sarebbe vissuto intorno al 3300 a.c.

Infine i tabloid inglesi suggeriscono anche il caso di Alan Billis, un taxista inglese di 61 anni, malato terminale di cancro ai polmoni, che si offrì prima di morire di essere mummificato a scopi scientifici. Dopo la sua morte nel 2011, la sua pelle è stata coperta di olio e il suo corpo immerso in un bagno di acqua fredda salata per più di un mese prima di essere avvolto in un lenzuolo e asciugato per tre mesi.