Con ancora negli occhi le immagini della nuova Ferrari SF16-H, che ha rubato la scena e monopolizzato l’attenzione, quest’oggi è la volta della Mercedes. Il team, campione del mondo in carica, svela la sua ultima creatura, una vettura che non si scosta dalla precedente monoposto del 2015, d’altronde macchina che vince non si cambia, o almeno, non si stravolge.

Il musetto è stato solo leggermente rivisto, ma mantiene i tratti e le caratteristiche di quello dello scorso anno. Non è presente, almeno per ora, nessun S-Duct sulla scocca, e ricordiamo che la presenza di un vanity panel, presente anche nel 2015, sulla scocca non rappresenta certo un indizio che questa soluzione possa essere effettivamente utilizzata.

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A colpire è l’air-scope della W07 ampliato in modo deciso e con una suddivisione interna ben visibile. Conferma questa, che la Mercedes ha cercato di risolvere, forse l’unico problema che affliggeva la vettura nel campionato scorso: quello relativo alle temperature.

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Completamente nuovi i deflettori laterali che passano sopra le pance per tutta la loro larghezza e che ora sono più lineari e continui nel loro andamento. Questi guideranno i flussi dell’aria che scorrono lunghe le pance, in modo da far giungere al posteriore della vettura un flusso più pulito e con meno turbolenze migliorandone l’efficienza aerodinamica in una zona di fondamentale importanza, in termini di carico, per tutta la vettura.

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Al posteriore la nuova freccia d’argento appare anch’essa più rastremata, tutte le squadre, anno dopo anno, cercano di ridurre gli ingombri delle proprie macchine, e anche se la Mercedes era dotata di una buona rastremazione posteriore ha cercato anch’essa di limare qualcosa nella parte finale della propria monoposto.

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Dal punto di vista sospensivo non appaiono grosse novità: una vettura vincente, migliorata sicuramente dal punto di vista aerodinamico, ma che nasconde, come tutti sappiamo, forse la vera arma vincente sotto il cofano motore e che gli ultimi proclami fatti del proprio responsabile dei motori non rassicurano certo la concorrenza e preoccupano tutti coloro che quest’anno si auguravano di vedere un mondiale di F1 combattuto.

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