E magari alla fine la sorpresa la farà lei. Potrebbe essere Nicole Kidman, con la sua storia originale e la sua bimba nata da una madre surrogata a scombinare le carte in tavola sconvolgendo con un coupe de theatre coloro che hanno puntato il dito su quello che sta assumendo tutti i toni di un Festival dei diritti civili. Se Elton John ha suscitato molto rumore per nulla nei giorni precedenti la sua ospitata al Festival (dai politici agli ipercattolici è stato tutto un “che non sia uno spot per le famiglie arcobaleno”, “Che non si usino i soldi del canone per pubblicizzare i matrimoni omosessuali”, “Che non si porti in prima serata la storia dei bambini che il cantante e il marito hanno avuto da una madre surrogata”), la superstar hollywoodiana pare invece ospite gradita a tutti. Eppure, che la Kidman non sia proprio proprio un manifesto della famiglia tradizionale così come sponsorizzata da Santa Romana Chiesa e da Mario Adinolfi un pochino si capiva. Si capiva dalla storia con il primo marito Tom Cruise, praticamente un santone di Scientology, insieme al quale ha adottato due figli, Connor e Isabella, la maggiore dei quali ha addirittura deciso di sposarsi senza invitare la madre. Già un primo scacco all’idea della famiglia da Mulino Bianco. E si capiva pure dal fatto che lei e il secondo marito Keith Urban, dopo aver concepito la prima figlia Sunday Rose, hanno deciso nel 2006 di avere una seconda bambina mediante la tecnica della madre surrogata.

Superospite internazionale della seconda serata del Festival di Sanremo, con la sua algida grazia la Kidman, 49 anni portati con divina eleganza e con l’aiuto di una botulinica giovinezza, non è certo chiamata a dar scandalo sul palco dell’Ariston. A cantare forse sì, come ha espressamente chiesto Carlo Conti a tutti gli ospiti della kermesse (“a Sanremo cantano tutti!”) e come l’attrice ha già dimostrato di saper fare – e pure abbastanza bene – duettando con Robbie Williams in Somethin’ stupid o con Ewan Macgregor nella colonna sonora di Moulin Rouge! di Buz Luhrmann. Capacissima di interpretare di tutto, dal film in costume alla commedia, dal kolossal al film impegnato, la signora Kidman saprà dall’alto del suo premio Oscar e del suo Golden Globe dare le giuste risposte a Carlo Conti. Il quale, per non sbagliare, ha già dichiarato di non avere alcuna domanda.  “Non so ancora cosa chiederemo stasera a Nicole Kidman – ha detto in conferenza stampa – ma abbiamo sempre impostato un tipo di intervista dove ricollochiamo il tutto alla musica. Anche quest’anno parto da un racconto delle canzoni che piacciono agli ospiti, chiedendo tre brani rappresentativi. Abbiamo cercato di fare interviste un po’ diverse”. Vale a dire: argomento a piacere. Potrà parlare di Kubrick, che la diresse in Eyes Wide Shut, o di Virginia Woolf, che interpretò nel bellissimo The Hours e che le valse un Oscar. Oppure, ancora, potrà parlare della sua gravidanza. Surrogata.